September 6th, 2014

mokuhanga_Awaji and me

Primo giorno: ASAKUSA

A questo giro niente residence figo ad Akasaka: sto in un hotel a Inaricho, a poca distanza da Ueno e dalla sede della conferenza. L'hotel dista poco anche da Asakusa e quindi oggi pomeriggio sono subito andata a girellare tra le bancarelle della Nakamise dori e negozi circostanti. Dopo le ingozzate di 8 anni fa, quando tornai in Italia con bagagli stivati di cose di tutti i tipi, questa volta ho deciso di essere zen e di acquistare solo lo stretto necessario per il mio lavoro xilografico, quindi strumenti da intaglio, carta e colori.
Ad Asakusa pullulano le bottegucce tradizionali e infatti ho cominciato da lì per vedere se potevo riuscire a trovare casualmente le cose che mi interessavano, una maniera come un'altra per esercitare orientamento e intuizione. Infatti, dopo aver visitato il tempio della dea Kannon e aver estratto un omikuji della buona sorte, mi sono imbattuta in un negozio di spazzole e scope fatte a mano, gestito da una vecchietta e alcune altre signore. Mentre loro cercavano di mostrarmi gli spazzolini da denti in pelo di qualche bestia (cavallo? martora?) io ho subito captato la presenza di pennelli. l'anziana padrona ha visto dove cadeva il mio occhio e ha detto la parola magica: "mokuhanga"! esatto! nel negozio di scope, spazzole per scarpe e spazzolini da denti ci sono anche i pennelli, di varie dimensioni e in legno di cedro, per la xilografia giapponese! Sodesuné!
primo giorno , primo acchiappo! ovviamente non sono certa che saprei ritornare al negozio, dato che l'ho trovato a caso, tuttavia sono stata parecchio contenta di rinvenire cose interessanti e legate all'arte in un negozio di casalinghi vecchio stampo. Ma il Giappone è così, e per questo mi piace: arte e artigianato vanno pragmaticamente a braccetto. Chottooooooo!!!!
mokuhanga_Awaji and me

LANDED

Sono arrivata a Tokyo.
Nei prossimi giorni sarà un delirio linguistico per me: nel mio cervello si è innescato il frullatore di parole (anche a causa del jet lag) e sto sproloquiando in italiano inglesizzato con tocchi di intercalare giapponese.
Sono felice di essere tornata, ma già ho cominciato a tartassarmi rivisitando i posti che ho molto amato durante i sei mesi trascorsi qui nel 2006, in modo da innescare sottili conflitti assortiti tra ricordi e cose che non ci sono più. E il tal bar non c'è più, e la tal libreria neanche...
Penso che sia una maniera per distrarmi dall'ansia degli impegni dei prossimi giorni: nelll'ambito della conferenza IMC 2014 terrò uno short talk sabato 13 settembre su un argomento nerdissimo (l'estetica giapponese nella descrizione dello spazio nelle stampe ukiyo-e), avrò una stampa mokuhanga esposta in una mostra (International Mokuhanga Exhibition 2014) e poi parteciperò a un open portfolio mostrando alcune stampe mie recenti in un gruppone, insieme ad altri artisti. Sarà tutto un mostrarsi, un esibirsi, un far vedere ed è questa la bestia che dovrò domare, il mostro del mostrare.
Tuttavia il motivo centrale di preoccupazione è il mio inglese smandrappato, delle volte mi sembra di essere fantozzi in trasferta... di tutte le cose che metterò in mostra, il mio inglese appiccicaticcio sarà quella che mi piace di meno. Staremo a vedere.
Per ora mi sparo la melatonina altrimenti con il jet lag chi dorme più? Bonne nuit (massì, mettiamoci anche il francese, nella zuppa!!!)