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Novità dalla landa delle Cocche Belle e di Elettra


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LE MERAVIGLIE DI KYOTO
mokuhanga_Awaji and me
elettranews
Martedi 7 giugno 2011: ovvero il giorno di inizio della conferenza, pero' nel pomeriggio. Ovvero mezza giornata libera per tentare di vedere quanto piu' possibile di Kyoto.
Nel frattempo Gian Luca partiva in Shinkansen alla volta di Tokyo per andare a trovare gli amici che avevamo conosciuto durante il periodo di residenza in Giappone del 2006.
Cosi', in solitaria, ho comprato un abbonamento ai mezzi per una giornata e ho cominciato a perlustrare il perlustrabile.
Scegliere dove andare non e' stato facilissimo: Kyoto e' ricca di monumenti, pagode, templi, santuari, palazzi, castelli, giardini, sparsi per tutta l'area urbana e, in alcuni casi, anche sulle colline circostanti.
Alla fine, dopo aver consultato la mia fidata guida sul Giappone, ho deciso di fare un giro circolare partendo da est e effettuando quattro tappe, il tutto utilizzando gli autobus, che toccano tutti i punti di interesse della citta' e permettono, contrariamente alla metro, di guardare il paesaggio mentre si viaggia.
Kyoto by bus
In autobus a Kyoto: il conducente guida a destra e il biglietto si paga a lui quando si scende.

Prima tappa: il tempio buddhista SanJuSangen-do.

Kyoto, Sanjusangendo
Si tratta di una costruzione di legno lunghissima (circa 120 metri), che contiene al proprio interno una miriade di statue della dea Kannon, piu' una statua colossale della dea stessa.
Sanjusangendo
Foto ufficiale presa dalla rete: all'interno del tempio e' proibito fotografare.

L'interno della costruzione e' affascinante e mistico, anche se c'era un certo affollamento, e non solo di statue. Il pullulare delle figure dorate dotate di molte braccia (e ciascun braccio salva 25 piani dell'esistenza...) e' ipnotico e la statua centrale della dea e' molto spirituale e commovente: in sua prossimita' (circa a meta' dell'edificio) l'aria era leggermente piu' fresca e l'atmosfera rarefatta, nonostante la folla di studenti e turisti (ma gli studenti giapponesi sono abbastanza disciplinati quando visitano i templi. Si scatenano poi fuori nel bookshop o nel giardino...)

Kyoto, Sanjusangendo
Ho scelto di visitare questo tempio al posto del ben piu' celebre Kiyomizudera perche' ne avevo appreso l'esistenza preparando la mia lettura per la conferenza: infatti tra immagini uki-e (cioe' stampe di prospettive) che accompagnavano il testo ce n'era una che raffigurava proprio questo tempio, che in effetti si presta perfettamente per essere rappresentato utilizzando la prospettiva centrale e il punto di fuga.

Kyoto, Sanjusangendo uki-e
Maruyama Okyo, Sanjusangendo, 1759

Tappe successive: Ginkakuji temple, il Padiglione d'argento...
Kyoto, Ginkakuji
Bellissimo e suggestivo, l'edificio e' circondato da un grande giardino-parco dove ci sono anche i cervi in liberta'.

... Kinkakuji temple, il padiglione d'oro...
Kyoto, Kinkakuji
Meraviglioso. Posto bellissimo, pieno di rimandi evocativi alle stampe xilografiche giapponese: alberi, acqua, carpe koi, iris, rondinelle svolazzanti... mancava solo una geisha, ma per trovarne una bisogna visitare altre parti della citta' di Kyoto, ad esempio il quartiere Gion o Pontocho.
Anche questo Tempio e' circondato da un magnifico parco e da una natura rigogliosa: se non avessi dovuto sbrigarmi per il poco tempo che avevo a disposizione, sarei rimasta qui almeno mezza giornata, giusto per contemplare la vista del padiglione dorato e i suoi riflessi nell'acqua.
yoto, Kinkakuji

Infine, ultima tappa, il tempio Ryoanji, noto per il suo bellissimo giardino di pietra:
yoto, Ryoanji temple
Anche questo tempio, oltre ad avere il giardino zen all'interno del complesso di edifici, e' circondato da un vasto parco, bellissimo, con tanto di laghetto e statue di Buddha disseminate tra gli alberi e la verzura. Un posto silenzioso e incantato.
yoto, Ryoanji temple, budda nel giardino

Ma ormai, arrivata qui dopo tre tappe, ero abbastanza provata dai kilometri di scarpinate e dalle emozioni delle visite, cosi' ho deciso di tornare all'albergo e poi andare all'opening party della Conferenza, a cui sono arrivata tra l'altro in ritardo perche' ho confuso gli orari... vabbe', tra jet lag e stanchezza sono cose che capitano!

IMC 2011

All'opening party ho reincontrato la mia compagna di residenza nel 2008 Asa Andersson, altre persone le ho conosciute ex novo, ho mangiato pochissimo perche' ero stanca della scarpinata, provata dal jet lag e con il raffreddore ancora in corso, salvo poi tornare in albergo e fiondarmi in un Lawson conbini (termine japlish per indicare il convenience store aperto 24/24h) per comprare bevande alla vitamina C e bomboloni farciti con la marmellata di fagioli azuki! Bazzicare i conbini e' un'altra delle cose che mi piace fare in Giappone: ho una lunga lista di questi rituali che mi scattano automatici quando ritorno laggiu' e che poi quando torno in Italia mi mancano tantissimo!

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Bellissimo indeed.

"drinks with vitamin C and donuts filled with jelly beans, adzuki!"

Hoping all was grand. The photos are wonderful.

Best wishes.
Mr. Amter

Bellissimo...

Mr. Amter

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