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ELETTRA NEWS

Novità dalla landa delle Cocche Belle e di Elettra


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DEL MIO TERZO VIAGGIO IN GIAPPONE...
mokuhanga_Awaji and me
elettranews
... ovvero di una manciata di giorni passati dall'altra parte del mondo in modo talmente lento/veloce/emozionante che una volta tornata mi e' sembrato che fosse passato un mese!
Il viaggio e' durato dal 5 al 13 giugno ed era legato alla mia partecipazione all'International Mokuhanga Conference 2011 in veste di relatrice e in veste di artista: nel primo ruolo, ho avuto uno spazio di mezz'ora per fare una lettura sui metodi di rappresentazione tra Occidente e Oriente tra 1700 e 1800, nel secondo ruolo ho avuto alcune stampe xilografiche esposte in due mostre a Kyoto. Piu' tutta una serie di reincontri, posti rivisti e emozioni nascoste rinfocolate.
Ma andiamo per ordine.

FIRST DAY dom 5 e lun 6 giugno
Domenica 5 giugno io e Gian Luca siamo partiti da Milano alla volta di Osaka via Roma. Dopo una dozzina di ore di aereo, siamo arrivati a Osaka e da li' abbiamo preso il treno per Kyoto.
Ritornare in terra giapponese per noi e' sempre fonte di piacere e motivo di rispolveramento di ricordi del lungo periodo trascorso a Tokyo nel 2006: solo che quella volta abbiamo avuto sei mesi di tempo e ci siamo spostati pochissimo dalla metropoli (dove c'era tutto quel che ci poteva interessare), mentre questa volta abbiamo avuto un tempo molto piu' limitato ma abbiamo visto e fatto un sacco di cose.
A Kyoto siamo rimasti tre giorni, giusto il tempo per vistare velocemente alcuni posti bellissimi e per iniziare la prima parte della Conferenza.
Lunedi' 6 giugno, arrivati a Kyoto, prima di stramazzare per il jet lag, abbiamo tentato di fare un primo giro perlustrativo. Kyoto e' abbastanza diversa da Tokyo: secondo la mia personale opinione e' piu' bella (anche se Tokyo resta il primo amore :), quasi europea. Le strade sono larghe e alberate, non ci sono grattacieli ipertecnologici come a Tokyo, la rete della metropolitana e' molto piu' limitata e la citta' si gira meglio per autobus. Ci sono moltissimi siti di interesse storico-artistico, templi, parchi, giardini e castelli, molte universita', il traffico anche di persone a piedi e' molto meno caotico (specie se paragonato ai flussi umani di Shinjuku o Shibuya), in compenso pullulano i ciclisti che girano in bicicletta sui marciapiedi, esattamente come a Milano!
Kyoto
Kyoto

Abbiamo ritrovato anche qui tutte le cose che ci piacevano a Tokyo: il macha latte (un meraviglioso beverone caldo di te verde e latte), il Tully's Coffee, il Doutor Cafe', lo Hyaku Yen shop ("Tutto a cento yen", la catena di magazzini dove potrei pasturare per ore), le macchinette per farsi le foto scoppiatelle in posa e poi decorarle con le penne ottiche, le vending machines dove comperarsi i beveroni a 120 yen a tutte le ore, i negozi di prodotti di bellezza/bagno/casa dove anche qui potrei passarci le giornate e le nottate, le librerie enormi con il meraviglioso e arrapantissimo settore stationery pieno di penne, matite, biglietti, album da disegno ecc. ecc. ecc. ecc.ecc. ecc.ecc. ecc.
Kyoto
Kyoto

Insomma, ogni volta che rimetto piede sul suolo giapponese, provo la sensazione di sentirmi a casa, nonostante i kanji e il jet lag.
Kyoto
Kyoto

Girare per Kyoto cercando un posto specifico e' molto piu' facile che a Tokyo: qui le vie e i viali hanno un nome e la pianta della citta' e' molto regolare, con incroci perpendicolari di strade come a Manhattan, mentre a Tokyo gli indirizzi erano fatti solo di numeri e la pianta delle varie cittadelle che compongono la megalopoli era quasi sempre a spirale. Il nostro albergo era vicino al parco imperiale e da li' abbiamo tentato di andare a piedi al quartiere di Gion, tentativo non riuscito perche' lungo la strada ho trovato troppe distrazioni che mi hanno distolta dalla visita turistica.

Kyoto
Kyoto

Tra le varie attrazioni/distrazioni, anche entrare a mangiare in un ristorante di udon, una specie di spaghetti di riso che in questo ristorante venivano preparati sotto al tuo naso di cliente affamato e conditi, in brodo, caldi o freddi, secondo il tuo gusto.
Primo udon a Kyoto
Caree udon piu' tenpura di pesce... SLURP!

Io ho optato per il brodo al curry: considerato che il giorno che siamo partiti mi sono buscata un enorme raffreddore, e che l'aria condizionata dell'aereo lo ha implementato pesantemente, spararmi il brodo rovente e piccante mi sembrava la cura giusta per farmelo passare piu' velocemente!

a Kyoto con il raffreddore

Ovviamente ho dovuto attrezzarmi di mascherina regolamentare per raffreddore, dato che in Giappone soffiarsi il naso pubblicamente (o tossire) pare che non sia azione benvista. La mascherina non e' il massimo dell'estetica ma aiuta egregiamente il naso a respirare meglio, lo ripara dall'aria fredda, evita sgocciolamenti e crea il microclima giusto per alleviare il bruciore da eccesso di strofinamenti con il fazzoletto. Insomma, ne ho comprato un pacco da cinque e me lo sono portato in Italia: quest'autunno, se mi capitera' un nuovo raffreddore, non avro' inibizioni a usare la mascherina anche qui a Milano!