ELETTRA NEWS

Novità dalla landa delle Cocche Belle e di Elettra


CHRISTMAS HOLIDAYS 2009
elettra bubblehat
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Da oggi (ieri, sabato, c'era ancora lezione) sono finalmente in vacanza: per tre settimane niente Accademia.

Tramway natalizi a Milano

Tramway pubblicitario Coca Cola in giro per il centro di Milano (qui a Cordusio). Sopra sono seduti un paio di Babbi Natale...

Ho degli arretrati di tutti i tipi da smazzare, dalle pulizie in casa ai disegni (i famosi 100 per Scultura...), dai libri da leggere al riordinamento di appunti e idee, fino a arrivare alla visita alla famiglia a Mantova. Qui a Milano è nevicato e fa parecchio freddo, stamattina mi sono svegliata con il raffreddore (tanto per cominciare bene le vacanze), ma il morale è piuttosto alto, grazie soprattutto al lavoro che sto facendo sotto la guida del professore di Scultura, Paolo Gallerani. Alcune cose sono cambiate, altre inizieranno nell'anno nuovo, altre si stanno trasformando. Chissà se nei prossimi giorni riuscirò a fare dei riassunti a uso blog... :)

ORTICOLA 2009
elettra bubblehat
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Dopo che il gelido e lungo inverno da poco concluso ha brasato un bel po' delle pianticelle che tengo sul balcone, una capatina all'Orticola 2009 quest'anno era necessarissima!
Orticola 2009
Così ieri, dopo avere mentalmente stabilito il plafond di spesa da non oltrepassare (quando si tratta di fiori, tendo a avere le mani bucate, così come per le art supplies e per le ciotoline giapponesi...), sono andata ai giardini "Indro Montanelli" e ho pasturato per un paio d'ore tra gli stand della fiera.
Orticola 2009
Di cose carucce con cui lustrarsi gli occhi e su cui sbavare ce n'erano varie. Prime tra tutte le rose, che per il momento non posso permettermi causa limitata estensione del balcone. Poi clematidi, iris, ortensie, camelie, gerani in tutte le salse, lavanda in mille varietà di colore, piante aromatiche e - novità di quest'anno - ortiche rustiche, sfoggiate dallo stand di Civiltà Contadina! ^^
Orticola 2009
I miei acquisti si sono "limitati" a alcune erbacee da balcone, gerani botanici nani, margherite, un paio di crassule e un po' di bulbi per mia madre (per la festa della mamma).
Orticola 2009
Il target di questa manifestazione è una certa Milano fighetta e danarosa, dotata quantomeno di terrazza o, addirittura, di giardino: lo si capiva osservando il pullulare di sciure ingioiellate e di stand che vendevano arredo da giardino bullissimo (solo ferro battuto o legno, niente plasticaccia bianca). Addirittura c'erano un paio di stand che vendevano abiti da giardinaggio, per un look chic anche quando si zappettano le aiuole! C'era pure un punto ristoro curato dalla California Bakery, che vende torte e caffé in stile americano ma a prezzi italiani :-/
Orticola 2009
Anyway, visitare Orticola è sempre piacevole, almeno fino a che la folla bramosa di primule e roseti non comincia a intasare i sentieri del percorso tra gli stand, ovvero verso le tre del pomeriggio. A quel punto, carica di borsine contenenti i miei acquisti floreali, me ne sono tornata a casa, ho disposto le piantine sul balcone e me le sono rimirate soddisfatta, pensando al giorno in cui anch'io avrò una terrazza e tornerò da Orticola carica di rose Barni!

UPWARDS
elettra bubblehat
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Martedì scorso, sotto una pioggia battente e insistente, GianLuca e io abbiamo visitato il Belvedere del grattacielo Pirelli, sede della regione Lombardia.
L'input mi era arrivato dal professore di Scultura, nel corso della lezione del martedì mattina: in occasione di una mostra di giovani designers, il Belvedere al trentunesimo piano del grattacielo Pirelli - di solito non accessibile ai comuni cittadini - si sarebbe potuto visitare gratuitamente, a partire dalle sei del pomeriggio.
View of Milan from the Pirelli buiding's Belvedere
A causa del temporale, le nuvole erano così basse che, dall'altezza di 127,40 metri (tanto è alto il Pirellone), sembravano nebbia sulla città.
Appena saliti al trentunesimo piano, di fronte alle vetrate che mostravano la città sotto di noi, ci siamo ricordati di quando eravamo saliti sulla Tokyo Tower e sono partiti i confronti. Milano è piccola! Rispetto alla megalopoli giapponese, che si estendeva a perdita d'occhio in tutte le direzioni, fermata solo dal mare della baia di Tokyo, Milano è un paesino! Dall'alto sembra ordinata e silenziosa e, nonostante le nuvole coprissero parzialmente la visuale, si vedeva dove il tessuto urbano finiva e iniziava la campagna.
View of Milan from the Pirelli buiding's Belvedere
La Stazione Centrale

E poi pochi e bassi grattacieli e, in lontananza, al posto delle torri di Shinjuku, il Duomo piccoletto. E poi, anche se non si direbbe, considerato lo smog, un traffico da formichine rispetto ai flussi di auto che si vedevano di notte dall'alto dell'osservatorio "Tokyo city view" della Mori Tower, a Roppongi Hills.
View of Milan from the Pirelli buiding's Belvedere
Piazza Duca d'Aosta

Tanto per continuare a fare le suocerone, a Tokyo, quando si saliva su un osservatorio, l'ambiente era attrezzato con una serie di facilities, tipo telescopi per osservare dall'alto la città in dettaglio, bar, bagni, bookshop, mappe ecc. ecc. Il Belvedere, invece, ha un solo piccolo baretto, nemmeno aperto al pubblico, e niente di più. Però, sulle vetrate, ci sono le decalcomanie con le indicazioni di cosa sta nella direzione in cui si guarda: Fiera di Milano, Lago di Como, Mantova, Piacenza, e anche Sidney e New York! Ma queste due si vedono dal Belvedere solo nelle giornate molto limpide! ^^
The Pirelli buiding's Belvedere
La mostra all'interno del Belvedere

La mostra dei giovani designers era interessante: il mio oggetto preferito era una poltrona volante, una specie di grande palloncino fluttuante in aria, legato a terra da una fune: in caso di stanchezza, si tira giù il palloncino-poltrona e ci si siede sopra! Génial! ^^
Belvedere
Balloon armchair

The Pirelli buiding's Belvedere
Per chi volesse provare l'ebbrezza del "Milan City View" dal Belvedere del Pirellone, leggo sul sito della Regione Lombardia che "Dal 9 maggio al 27 giugno il Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia, sarà aperto alle visite dei cittadini tutti i sabati, sia di mattina che di pomeriggio": si può salire al Belvedere e visitare anche altri punti significativi del palazzo, costruito su progetto di Gio Ponti, Pier Luigi Nervi e altri architetti verso la fine degli anni '50.

SNOW WATCHING
elettra bubblehat
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Dopo 24 ore di nevicata ininterrotta, ieri pomeriggio ha iniziato a piovere e così stamattina il paesaggio, anche se tuttora imbiancato, ha qualcosa di disfatto e pastrocchiato. Posto allora una serie di foto che ho scattato ieri mattina, dalla finestra di casa, che illustrano il mondo piccolo che brulicava nonostante la nevicata.
Sempre ieri sono andata a curiosare sul forum di Vivimilano, per conoscere le reazioni del cittadino milanese medio di fronte alle strade non sgombrate dalla neve, ai marciapiedi impraticabili, ai mezzi in ritardo. C'erano molti post di lamentele, ma anche molti altri (direi metà e metà) che esprimevano il tipico spirito pragmatico del milanese medio: i marciapiedi sono ingombri? Uè, vai a comperarti la pala e comincia a spalare! Mica balle: "un po' meno lagne e più senso civico!" si leggeva nel post per me più esilarante, intitolato "Emergenza neve: vediamo di essere realisti". Mi sembrava di sentir parlare il "cumenda" dei film dei Vanzina!
Anyway, ieri a Milano era davvero difficile muoversi: per i pedoni era parecchio dura, i marciapiedi durante la mattina erano ricoperti di neve calpestata scivolosissima e durante il pomeriggio, quando ha cominciato a piovere, ENORMI laghi di neve sciolta e semi sciolta rendevano simili a guadi gli incroci (ho "guadato" a Crocetta e a Piazzale Lodi, sprofondando fino alla caviglia nelle pozzanghere di neve e acqua stile granita).

Alle nove di mattina le strade secondarie non erano ancora state ripulite e le macchine circolavano a passo d'uomo.
Snow watching

Di neve ne è caduta parecchia, come si vede dallo spesso strato sopra le macchine.
Snow watching

Gli intrepidi autisti che tentavano di affrontare le strade secondarie completamente coperte di neve, si impiantavano. L'autista di questo camioncino ha slittato, raspato, manovrato per mezz'ora, fino a quando un passante - impietosito - lo ha aiutato spingendo a mano il camioncino, indietro fin sulla strada principale.Snow watching

Sciuri anziani che non hanno rinunciato a uscire alle otto e mezza, in piena nevicata: stanno aspettando sulle strisce pedonali coperte di neve, nella vana speranza che qualcuno si fermi e li lasci passare. Alla fine, dopo un po' di attesa, sono riusciti a attraversare la strada scivolosa.
Snow watching

Per fortuna oggi va meglio: le strade sono abbastanza libere dalla neve, che si sta lentamente sciogliendo nonostante il freddo.
Snowy Milan
Per i pedoni la vita è un po' più dura: gli incroci-guado e i laghi-pozzanghera di neve sciolta ci sono ancora e, a meno di una giornata di sole e calura che faccia evaporare il tutto, o di fogne che improvvisamente si mettono a funzionare per miracolo, resteranno per un po' (sempre che non si ghiaccino). D'altra parte - cito dal forum Vivimilano - "i marciapiedi sono ingombri di neve, ma si cammina, basta non pretendere di indossare i mocassini o le scarpe col tacco"!
Eh! ^^

SNOWY TIMES - UPGRADE
Awaji and me
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Il mio desiderio che continuasse a nevicare si è avverato fin troppo: stanotte non ha smesso e continua pure adesso! Il paesaggio è sempre più bello e nordico, anche se uscire si direbbe più complicato di ieri!
More snow!
A causa della neve che fiocca fitta, c'è una specie di strana foschia, un turbinio nell'aria. I rumori sono attutiti, anche perché passano pochissime macchine e a passo d'uomo (cosa inusuale a Milano, a meno che non ci sia intasamento da traffico!). Belllllllo! Certo, fa anche un freddo significativo, ma il paesaggio compensa la frescura!
More snow!
Mi sa che per oggi l'Accademia può aspettare!

SNOWY TIMES
elettra ciao ciao
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Before...
Snowy Milan by night
... and after! ^^ Dopo una notte di neve, stamane Milano era meravigliosamente imbiancata! Era ed è, dato che nevica quasi ininterrottamente da ieri sera e probabilmente nevicherà ancora per tutta la notte!
Snowy Milan
Oltre alla neve, oggi era anche festa comandata, per cui annidarsi in casa al calduccio era una specie di piacevole obbligo. C'era freddo, continuava a nevicare, pochi audaci si avventuravano fuori casa, ma questo non ha calmato la mia smania di uscire a fare due passi. La neve mi euforizza, mi elettrizza come un temporale in arrivo, è più forte di me: devo uscire, meglio quando sta ancora nevicando. Così lo stoico GianLuca mi ha assecondata e verso le 16, imbacuccati come palombari, siamo usciti.
Snowy Milan
Che bella Milano imbiancata! Non sembra nemmeno più la solita lercia, incasinata e affumicata città! Ovviamente i mezzi erano un po' in ritardo, così ci siamo fatti due passi fino a Viale Montenero e da lì abbiamo preso il tram verso il centro, meta la libreria Esoterica di piazza Missori.
Ma prima della libreria, ho voluto fare qualche foto a piazza Duomo in versione super natalizia.
Il Duomo era più bianco del solito, il chiarore della neve e del mega pannello pubblicitario alla sua sinistra lo rischiaravano e lo rendevano cartolinesco, con le luci natalizie ancora accese, la Madunina scintillante, le guglie tutte ripulite e impizzottate dalla neve. Mi sa che non vedevo la facciata del Duomo libera da impalcature e ben ripulita da un bel pezzo!
Snowy Milan / piazza Duomo
Tutto molto invalvolante, nonostante un certo freddo acuto, che ci ha spinti dentro la libreria Mondadori per riscaldarci un po' e per pucciare il naso nella sezione edicola. Samui desunééé!
Snowy Milan / Eh! Eh!
Dopo una mezz'oretta di riscaldamento, siamo usciti di nuovo e siamo andati all'Esoterica. Di gente in giro non ce n'era molta, il paesaggio e le strade avevano qualcosa di lunare e incantato! Incredibile, Milano incantata!
Domani ricomincia l'Accademia e dovrò stare in giro quasi tutta la giornata. Non so se sperare che continui a nevicare o che smetta, ma alla fine preferisco che continui a nevicare! ^^

HAPPY NEW YEAR!
elettra bubblehat
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Questa notte di fine anno ha iniziato a nevicare verso le 18; quando siamo tornati a casa verso le sei di mattina, nevicava ancora. Milano era silenziosa, imbiancata e, insolitamente, mi è venuto da pensare che fosse bellissima.
Viale Cirene by night
Abbiamo trascorso il veglione a casa dei nostri amici Teresa e Federico, giocando una divertente partita di Dungeons and Dragons insieme a Vincenzo e a Francesco, che ha fatto il master e ha sopportato la nostra scombinatissima compagnia di orchi bestioni, pretini secchioni e elfi in crisi di identità ^^!
Tra uno sbadiglio e una ronfata post bagordi, benvenuto 2009!

SABATI MATTINA
elettra mumblemumble
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Da quando frequento l'accademia, il sabato mattina è diventato "lavorativo": ci sono lezioni da frequentare, di solito dalle 10 alle 14.
Così, invece di ronfare, alle 9 esco di casa e vado a lezione, che di solito è scarsamente seguita (ci troviamo in tre gatti, ma si lavora benissimo).
Nel primo semestre, il sabato c'era la lezione di Grafica I, mentre nel secondo semestre, la lezione da seguire è Anatomia I.
Come premio per tanta tenacia, dopo la lezione di solito vado a sperperare in libreria. Tra le mete predilette c'è la libreria Hoepli.
Hoepli a Milano
Altre volte vado da Zara, oppure ci ritroviamo con Gian Luca e andiamo a mangiare bagels e torte laide alla California Bakery.
Qui sotto, una foto scattata due settimane fa lungo Corso Vittorio Emanuele: a causa di una non particolarmente comprensibile iniziativa della Gazzetta dello Sport, sul balcone di un palazzo due tizi sparavano coriandoli rosa, credo nell'intento di "colorare" il grigio della città...
Pink Milan
Infine, qua sotto, l'aula del sudore: aula 4 a Brera, deputata alle lezioni di Anatomia.
Sulla lavagna, a perenne memento, i disegni della profe che, con una maestria che lascia senza fiato, riesce a ricostruire lo scheletro in 3D, con proiezioni in pianta-alzato-visione frontale-trasversale-sagittale usando solo gessetti colorati (alla faccia del rendering computerizzato)!
Lezione di Anatomia
Attualmente ci sta mostrando come ricostruire graficamente le estremità superiori (trocanteri) e inferiori (condili) del femore.
E vabbé!

SNOWY MILAN
elettra bubblehat
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Ecco come si presenta questa mattina, alle 8, Milano...
MIlano sotto la neve
...dopo una notte di neve e gelo! Che bello! Anche se fa un freddo caprone, ho voglia di uscire!
Notte nevosa
Approfitto di questo furor elettrizzato da nevicata per andare in Accademia a ritirare il libretto (sempre che la segreteria me lo conceda) e a fare delle fotocopie per i prossimi lavori di stampa di lunedì. Il rientro si avvicina e devo mettere mano ai compiti delle vacanze ^^.

MORTORIO A FERRAGOSTO
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Personalmente, detesto le feste comandate in generale, appunto perché "comandate" . Ferragosto non fa eccezione: aspetto che passi esattamente come natale e capodanno, trascorrendo la giornata in stand by forzato (qui a Milano è inutile uscire, tanto c'è tutto chiuso), in attesa del 16 agosto, con i suoi supermercati aperti, qualche autobus in più che passa e la piacevole sensazione della giornata libera e normale.
Tuttavia, abitando qui a Milano - città notoriamente incasinata, rumorosa e intasata di auto - un lato positivo di questa festa lo si riesce anche a trovare: la città è silenziosa, desertica, stranamente affascinante, quasi magrittiana nella sua assurda vuotezza. Le foto seguenti lo dimostrano: la prima l'abbiamo scattata nel pomeriggio, nel corso di una passeggiata verso Viale Montenero:
Ferragosto di giorno
la seconda dalla finestra di casa, ieri sera. Da notare le strade vuote, le finestre dei palazzi chiuse e con le luci spente, i semafori che cambiano silenziosamente colore senza che importi a nessuno di passare, i parcheggi vuoti...
Ferragosto di notte
Chi direbbe che questa è la capitale morale d'Italia?
Vogliamo far scattare il paragone con una città a caso, che so... Tokyo? ^^
Ebbene, a Tokyo il 15 agosto tutto funzionava come sempre alla perfezione, anche perché laggiù ferragosto non è un giorno festivo (mancando i motivi religiosi), ma solo uno dei vari giorni della festa lunga un mese dell'O-bon, il periodo della commemorazione dei morti. Ora che ci penso... considerato quanto è mortorio e fantasmatica Milano in questi giorni, una certa affinità con le tradizioni giapponesi potrebbe pure esserci! ^^
Sì, magari!
Ecco qui sotto una foto scattata l'anno scorso a metà agosto nel corso della festa dell'O-bon celebrata a Azabu Juban (il quartiere di Tokyo dove si trovano le ambasciate): ciascun quartiere celebra l'O-bon con queste affollatissime sagre, dove si pescano da vasche improvvisate i pesciolini ningyo e si mangiano le polpette di taco (polipo), i mitici takoyaki. Folla, musica, bancarelle, casino: il mortorio è solo qui a Milano. SIGH!
O bon a Azabu Juban

L'ITALIA DAGLI OCCHI GIAPPONESI
elettra mumblemumble
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Makiko san no me
Dopo mesi di strisciante, perenne e sottilmente dolorosa nostalgia, ho trovato la cura per il mio "Mal di Giappone", una cura omeopatica, di quelle che leniscono il dolore con una medicina della stessa natura della malattia: Makiko san.
Makiko, collega di lavoro di GianLuca a Tokyo, nonché appassionata studentessa di lingua italiana, è venuta a trovarci domenica e è ripartita ieri pomeriggio alla volta di Firenze. Abbiamo passato circa due giorni gironzolando insieme per Milano, visitando il Duomo, il Cenacolo Vinciano, varie librerie e negozi.
Innanzitutto Makiko ha smentito molti luoghi comuni sui giapponesi: facevo molte più foto io di lei, era praticamente disinteressata ai negozi di moda e mi ha invece chiesto di visitare la Feltrinelli.
Makiko to Erettora
A Tokyo ci eravamo conosciute perché lei aveva chiesto a GianLuca di incontrarmi: siccome ha vissuto per oltre un anno in Italia e parla correntemente italiano, voleva socializzare con noi per esercitarsi nella pronuncia e perché le faceva piacere stare insieme a italiani. Makiko ama l'Italia in modo esattamente speculare a quanto io amo il Giappone.
Makiko san e La Scala
Quando ero a Tokyo, non avevo capito bene come mai fosse interessata a uscire con noi, italiani sì, ma pur sempre perfetti sconosciuti per lei. Non conoscevo ancora la morsa della nostalgia, quella che ti prende allo stomaco quando pensi a certi posti, a certe luci, a certe atmosfere, a cose che non si possono descrivere concretamente ma che hanno il forte potere di legare le persone ai luoghi.
Makiko san e la Madunina
Nei due giorni passati con lei passeggiando per Milano, ogni tanto lei sospirava felice e diceva: "Ah, che bello! mi piace l'odore dell'Italia!" E io, grezzin grezzone, a discettare dello smog, dell'aria dell'Italia che è inquinata, che invece in Giappone l'aria è più pulita ecc. ecc. ecc. Le mie solite contumelie anti-italiche e filo-giappe, quei brontolii che ho iniziato a  borbottare dopo il mio ritorno dal Giappone e che mi hanno reso un po' disadattata rispetto al posto in cui vivo.  Ma Makiko se ne fregava:  mentre gironzolavamo mi ha detto che a lei piace anche solo passeggiare, camminare per la strada, non aveva bisogno di vedere negozi, vetrine o monumenti. Le bastava essere qui. A questo punto, osservando la sua aria beata, ho pensato a me stessa quando giravo per Tokyo, soprattutto negli ultimi tempi: mi sembrava un sogno, mi sentivo meravigliosamente, in effetti non mi importava di andare in posti specifici o di fare acquisti: mi bastava essere là. Mi ha fatto ricordare quanto bene stavo gironzolando per Shinjuku, dove mi sentivo a casa e dove c'era tutto quel che mi interessava. Makiko si è stupita: dice che sono l'unica persona che conosce che le ha detto di essersi trovata bene a Shinjuku... Ed ecco la cura omeopatica: ho osservato come guardava beata i posti che io vedo tutti  giorni e che sottovaluto e che, invece, per lei sono bellissimi e, non so per quale oscuro motivo, anche io mi sono sentita bene, quel tipo di benessere che in Giappone provavo soprattutto verso l'ora della sera.
Mirano
Accompagnandola, mi pareva di sentire vicine e concrete le sensazioni della mia vita a Tokyo e che la mia vita a Tokyo mi dicesse che non era diversa dalla mia vita in Italia. I posti e le luci erano diversi e uguali, la luce serale di Yanaka con i suoi cimiteri e le case basse non era diversa dal tramonto su Milano visto dal tetto del Duomo.
Adesso Makiko è a Firenze, in visita presso altre sue amiche con cui conviveva quando abitava lì. Poi andrà a Roma, a Napoli e a Sorrento, restando due o tre giorni in ciascun posto. Poi tornerà a Tokyo, dove ci siamo ripromesse di re-incontrarci presto! Makiko mi ha portato anche un bel po' di cose dal Giappone, ma il regalo più bello è stato guarirmi, almeno per due giorni, dalla parte più perniciosa e sospirosa della nostalgia! ^^
Makiko san, mata kite kudasai!

BIRRACOMICS
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La Fabbrica del Fumetto a Cartoomics 2007
La Fabbrica del Fumetto a Cartoomics 2007
Stamattina ho partecipato, come previsto, all'iniziativa "la Fabbrica del Fumetto" alla fiera Cartoomics, qui a Milano.

La mia pagina di sceneggiatura più alcune immagini di riferimento dei personaggi
La mia pagina di sceneggiatura più alcune immagini di riferimento dei personaggi
Ho ricevuto il tutto dalle mani di Lorenzo Sartori, insegnante di fumetto presso la Scuola del Castello di Milano, nonché valente fumettista. La mia pagina era la n. 6 dell'intera storia di (credo) circa una ventina di pagine.

La mia gioiosità creativa!
La mia gioiosità creativa!
La sceneggiatura, purtroppo, non mi ha entusiasmata... sarà che ho beccato una pagina sfigata, con la più tipica delle gag, ovvero il protagonista che scivola sulla stra-classica buccia di banana...

La gioiosità creativa di Gigi Cavenago, dopo qualche birra (nota bene il bicchiere riciclabile appeso al collo con apposita tasca sponsorizzata).
La gioiosità creativa di Gigi Cavenago, dopo qualche birra (nota bene il bicchiere riciclabile appeso al collo con apposita tasca sponsorizzata).
Gigi Cavenago (il disegnatore con cui ho lavorato l'anno scorso alla storia di Jasmine su "Jonathan Steele") - che invece non era impegnato nell'iniziativa - è venuto a trovarmi dopo aver fatto una capatina all'attigua fiera della birra (e avere scolato qualche bicchiere di quelle buone e pesanti...). Il Gigi era parecchio allegro e gasato e mi ha raccontato di come era bello tirarsi l'acqua addossso tra amici, quando si andava a risciacquare il bicchiere della birra alle apposite fontanelle...

La gioiosità di Federico Memola, mentre esibisce il suo premio Ayaaak come miglior sceneggiatore.
La gioiosità di Federico Memola, mentre esibisce il suo premio Ayaaak come miglior sceneggiatore. Al suo fianco lo supportano Teresa e Francesco.
Poi è venuto a trovarmi anche Federico Memola, fresco di premio Ayaaak come miglior sceneggiatore del 2006 per la sua serie "Jonathan Steele". Federico sprizzava entusiamo da tutti i pori, anche da quelli della lingua! ^^

Ecco che presento al mondo fumettistico la nuova promessa umoristica Remo Fuiano.
Ecco che presento al mondo fumettistico la nuova promessa umoristica Remo Fuiano.
Per fortuna, dopo una mattinata un po' musona, nel pomeriggio mi sono ripresa. Ho fatto un giro di birre alla fiera vicina e poi ho incontrato Remo Fuiano, un giovane disegnatore che partecipava alla Fabbrica e che legge questo blog!!! E leggeva, a suo tempo, anche le Cocche Belle!!! Oh Remo, somma lode sia a te!

Remo Fuiano, artist.
Remo Fuiano non si limita a disegnare la sua tavola di sceneggiatura: si produce pure in ritratti di giovani visitatrici della mostra mercato.
Remo non si è limitato a fare la tavola che gli era stata assegnata: ha pure fatto vari ritratti a gentili giovani donne che si avvicinavano al tavolo a osservare il nostro lavoro. Remo si qualificava come "artista" e il gioco era fatto!

La mia tavola, finita in allegria anche grazie alle battute di Remo Fuiano e a un paio di birre, una al cacao e una al miele! SLURRRRRP!
La mia tavola, finita in allegria anche grazie alle battute di Remo Fuiano e a un paio di birre, una al cacao e una al miele! SLURRRRRP!
Ecco la mia pagina finita. Ci ho messo una mezza giornata (comprensiva di cazzeggio), ma non ne ero per nulla soddisfatta. Vabbè, però mi sono divertita! Domani vedrò il risultato finale, ovvero l'albo intero, con le pagine realizzate da tutti i disegnatori, rilegato e copertinato. Sono moooolto curiosa!

UN PO' DI GIAPPONE A MILANO
elettra-tolla
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Su segnalazione della mia sensei di incisione - nonché cara amica - Chiara Giorgetti, ho scoperto che a Milano esiste un negozio della catena Muji. Nel corso dei sei mesi passati a Tokyo, andavo praticamente tutti i giorni a comprare qualcosa (di solito penne, pennarelli e camicie) nel negozio Muji che occupava tutto l'ultimo piano del depaato Lumine 2 a Shinjuku. Uscivo dalla scuola di giapponese, pranzavo al Tokyo Soup Stock e poi facevo una capatina da Muji (con buona pace della carta di credito di GianLuca ^^)
Muji Milano:
Muji è una catena di negozi giapponesi che ricorda vagamente l'IKEA: ci si possono comprare mobili tipo divani, futon, lenzuola, piumini, oggettistica varia per la casa ma (in più, rispetto all'IKEA) si trovano anche vestiti, scarpe, borse, cappelli, calze e calzini, cibo, piatti, posate, grembiuli, ciotole, saponi, creme corpo, oggetti per il trucco e soprattutto penne, pennarelli, quaderni, astucci, matite, colori, album, timbri ecc. ecc. in uno stile giappo-moderno, dal design carino e serializzato, e a prezzi moooolto economici.
Quando ho saputo che Muji esisteva anche a Milano, subito un moto di felicità mi ha pervasa: potevo combattere la nostalgia comprando ancora penne multi punta e multi colore giapponesi!!! Tuttavia il mio entusiasmo ha subìto una brusca frenata quando, il 6 gennaio, sono andata a visitare il negozio Muji a Milano (in via Torino): i prezzi in Yen, presenti su tutte le confezioni, sono stati traslati in euro senza rispettare minimamente il cambio a favore dell'euro. Considerato che, al cambio attuale, 1 euro vale circa 155 Yen, i conteggi fatti per i prezzi delle cose vendute da Muji risultano abbastanza allucinanti: una penna che a Tokyo costa 105 Yen (80 centesimi di euro) qui viene venduta a 1,50 EURO! Un pacco di quaderni che a Tokyo costa 450 Yen (poco meno di 3 euro), qui costa 4,50 EURO!  E lo sberleffo finale è che su tutti gli oggetti c'è - spudoratamente - l'etichetta originaria con il prezzo in Yen, quello che pagavo a Tokyo un mese fa! Cosicché ciò che in Giappone era super cheap, qui è costoso e fighetto. Credo bene che poi esista il pregiudizio che "in Giappone è tutto carissimo!" Ovviamente mi sono depressa ancora di più, inveendo una volta ancora contro gli italici prezzi da vero latrocinio.
Invece mi ha fatto sorridere la traduzione in milanese del concetto di "bento box": in italiano dovrebbe essere "gavetta", ma nel negozio Muji hanno pensato bene di traslare dal giapponese direttamente in dialetto milanese, cosicché "bento box" è diventato "schiscetta"...
Una schiscetta, 10 euro: in Giappone, con dieci euro, la schiscetta si poteva comprare due volte, però piena di cose buone (sushi sarada, ad esempio...). SIIIIIIIIIGH!!

KYOU WA KURISUMASU DESUNE! (oggi è Natal, nevvero?)
elettra, japan
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Kurisumasu, ovvero "christmas" in giapponese.
In queste ore di incontri familiari tra l'obbligato e il necessario, tra le messe di mezzanotte e la più o meno blanda ipocrisia del "a Natale siamo tutti buoni e ci vogliamo tanto bene", non posso fare a meno di rimpiangere il natale giapponese, così strettamente, esasperatamente e per nulla ipocritamente commerciale!
Tokyo, Luminarie natalizie a Roppongi Hills
Luminarie Natalizie a Roppongi Hills: sullo sfondo il quartiere di Azabu Juban e la Tokyo Tower.

Aaaaaah, come era tranquillizzante e quasi rinvigorente passeggiare già ai primi di novembre tra precoci luminarie natalizie, depaato ricolmi di merci e nessuna ipocrisia buonista: in Giappone il Natale è principalmente un evento commerciale, la religione non c'entra per nulla e la festa è solo una convenzione per comprare e scambiare "purezento" tra amici, senza cenoni familiari nevrotizzanti. Anzi, oggi 25 e domani 26 dicembre, gli amici giapponesi miei e di GianLuca sono tutti al lavoro, perché in Giappone, Natale non è una festività, ma un giorno lavorativo come un altro! Laggiù si festeggia, molto più pragmaticamente, solo l'inizio dell'anno, andando al tempio o al santuario e comprando amuleti che favoriscano l'avverarsi di desideri personali, soprattutto denari e salute.
Milano, Galleria Vittorio Emanuele
La Galleria Vittorio Emanuele a Milano, con l'albero Swarowsky.

Qui in Europa, invece, ci stanno di mezzo i buoni sentimenti, le riunioni familiari che sfociano in liti o riportano a galla gli attriti e le rogne, i reincontri forzati, i regali per dovere... sob, mi sentivo molto meglio tra i consumisti giapponesi! E' incredibile come la solitudine metropolitana e consumistica che trasmetteva il natale giapponese fosse meno deprimente dei sentimentalismi e dei buonismi italici...
Milano, Galleria Vittorio Emanuele
La Galleria Vittorio Emanuele a Milano.

In questi giorni sto cercando di ri-diseducarmi all'andazzo italico fatto di disservizi (gli autobus milanesi e i loro ritardi sono un vero incubo), maleducazione (ore di coda in posta, a causa dei versamenti ICI) e scocciature. Oggi mi sono subita una bella full immersion di scortesia grazie alle commesse di una profumeria a cui avevo chiesto un fondotinta rosaceo e non terreo come quello che cercavano di attaccarmi: mi sono sentita scocciatamente rispondere che in Italia i fondotinta venduti sono tutti in tinte beige perché la nostra pelle è scura...
Tokyo, Marunouchi
Il quartiere Marunouchi di Tokyo  by night.

Così, per consolarmi delle continue rotture di scatole che mi comporta relazionarmi con il prossimo italiota, dopo avere sperimentato la gentilezza e l'efficienza nipponica, scartabello tra i miei molti giga di foto, sospirando e pascendomi di nostalgia. Ho ritrovato un po' di immagini natalizio-luccicose scattate a Tokyo a fine novembre: gli alberi di natale azzurrini a Roppongi Hills, il quartiere Marunouchi illuminato di notte, le luminarie schizofreniche e folli del Tokyo Dome...
Tokyo Dome
Luminarie natalizie al Tokyo Dome.

A Tokyo, le luci di natale sono apparse subito dopo i festeggiamenti di Halloween: il 3 novembre la città già pullulava di luminarie, alberi di Natale, renne luminose e cubi ectoplasmici a intermittenza! Non solo: ho poi saputo, da alcuni amici, che gli abitanti di Tokyo si fanno i giri per la città per ammirare le Kurisumasu light dei vari quartieri (tutte differenti e super coreografiche, ovviamente), così come d'estate si gira per vedere gli spettacoli di fuochi d'artificio o per partecipare alle varie feste dell'Obon.
Tokyo Dome
Luminarie natalizie al Tokyo Dome.

La zona del Tokyo Dome, da me visitata e immortalata tra l'otto e il nove novembre, sfoggiava (e sfoggia fino a metà gennaio) alcune tra le luminarie più sfarzose e strane: l'area è caratterizzata dalla presenza di un enorme stadio coperto (dove si svolgono concerti e partite di beesubooru, baseball) e da un centro commerciale-lunapark, il LaQua, che ha le montagne russe intersecate con le pareti del depaato! Tra le varie luminarie, le più bizzarre erano queste qui sotto, che si vedono alle mie spalle: una serie di forme geometriche luminose che simulano degli astratti alberi di Natale in RGB!
watashi wa tokyo dome ni imashita

A CASA!
elettra mumblemumble
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Oggi, a distanza di due giorni dal viaggio di ritorno, comincio a sentirmi un po' meglio. Il viaggio è andato molto bene, ma è stato faticoso a causa della sua durata (15 ore tra viaggio vero e proprio e cambi di aereo).
Nel tratto da Tokyo a Amsterdam, abbiamo avuto la fortuna di sederci nelle poltrone capofila e così abbiamo potuto stendere le gambe e svaccarci a piacimento, senza restare per 12 ore costretti tra i sedili.
All'aeroporto di Amsterdam, Schiphol, c'era una piacevole aria natalizia, mentre Malpensa 2000 riesce a essere forse ancora più deprimente, con gli alberi di natale.
Schiphol International Airport
Certo, il Giappone mi manca parecchio e il contrasto tra il livello di vita di Tokyo e quello in Italia - con stazioni e treni zozzi, gente non molto cortese e servizi pietosi - non fa che acuire la nostalgia.
Treno locale Milano-Mantova
Per fortuna, ad aspettarmi in edicola, c'era l'albo di Agenzia Incantesimi con la storia a cui ho lavorato mentre ero a Tokyo. Che bello! Rileggerla proprio il giorno del mio rientro mi ha fatto stare bene e mi ha riportato indietro di qualche mese!
Orgoglio kiguruminico

DIARIONE MARZOLINO
Awaji and me
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Dopo quasi due settimane passate a Milano senza collegamento internet (snort!) ecco che finalmente sono tornata a Mantova e posso aggiornare il mio Journal.
Sono stati quindici giorni piuttosto laboriosi: continuo a frequentare l'accademia di Brera (corso serale degli Artefici, con alcune incursioni nei corsi diurni di Tecniche dell'Incisione) e sto finendo di sceneggiare la storia per Jonathan Steele.
All'Accademia seguo con grande interesse i corsi di Anatomia, Disegno e Incisione. Ultimamente il corso di Incisione è stato un po' deludente, a causa di questioni varie legate alle acidature delle lastre, per cui non ho prodotto moltissimo: solo un paio di lavori che ancora sono prove di stato e non stampe definitive (un ritratto di mia sorella e la visualizzazione dell'animale totemico del mio terzo chakra; si possono vedere qui)
Più fruttuosi i corsi di Disegno e Anatomia.
A disegno mi sto esercitando duramente sulla copia di un capitello di gesso, utilizzando matite a grafite dura: ho imparato a fare le velature con le matite e la gomma pane, ma accidenti, il disegno tonale mi costa una certa fatica!
Ecco il capitello in gesso:

ed ecco la mia interpretazione del medesimo:

'Sto mammozzone purtroppo è fin troppo bianco, con passaggi di ombre piuttosto delicati e pure asimmetrico e del tutto irregolare come proporzioni (lo si nota solo copiandolo): un vero osso duro da riportare sul foglio!
Poi, Anatomia: è un altro corso che mi dà parecchio filo da torcere. La settimana scorsa una modella del corso di nudo ha posato per circa un'ora nella nostra aula e così ho potuto constatare di essere una vera schiappa nel disegnare corpo e muscoli! Con i visi e i ritratti ancora me la cavo, ma per braccia, gambe, schiena sono abbastanza impreparata! Questa settimana, invece, l'insegnante ha precettato i modelli scegliendo alcuni tra noi studenti; il compito è stato quello di copiarne i visi, ovviamente tenendo sempre presente la struttura dello scheletro, del cranio e dei muscoli e lasciando da parte altre manfrine più "artistiche".
Ecco l'aula di Anatomia, dominata dal nostro caro amico, lo scheletro:

ed ecco l'amico scheletro, nostro nume tutelare, che ci osserva impassibile mentre ci arrabattiamo a copiare ossicini e muscoletti:

ecco qui la mia postazione di lavoro nell'aula di Anatomia, con il disegno del viso di uno studente messo a posare per circa mezz'ora (poverini, quelli che posano non possono muoversi e se lo fanno, incorrono nelle ire di quelle belve degli altri studenti!):

ecco il disegno finito (ne vado abbastanza orgogliosa, considerato che l'ho fatto in circa mezz'ora):

infine, ecco le interpretazioni dello stesso soggetto realizzate da altri studenti del corso:

Tra le altre novità degli ultimi giorni, posso ricordarne almeno un paio:
* ho iniziato un corso di Tai Chi sotto la guida della mia amica e compagna di corso Sara
* la compagnia di gioco a Dungeons and Dragons ha subìto la doppia perdita di due personaggi (il principe elfo Amberlas e Shin il barbaro) che compromette il proseguimento dell'avventura.
Infine, tra due giorni sarà Primavera :-)

PRINTMAKING STUDIOS
Awaji and me
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Il Laboratorio di incisione a Brera - aula 25
La foto qui sopra è stata scattata un paio di settimane fa nell'aula 25 dalla mia insegnante di Tecniche dell'Incisione, Chiara Giorgetti, durante gli ultimi giorni del corso (di cui ho un'insopprimibile nostalgia).
L'aula 25 dell'Istituto di Grafica di Brera si presentava così verso le 16 dei pomeriggi del lunedì, martedì e mercoledì, con un gruppetto di duri e puri  (e ritardatari, odiatissimi dai bidelli) intenti a inchiostrare, torchiare, spatolare, tarlatanare come api operose sotto gli occhi ironici della nostra insegnante - Chiara Giorgetti, perlappunto - gentilissima e sempre disponibile a dare un consiglio, a incoraggiare, nonché a discutere di argomenti vari e disparati (gioie e dolori del lavoro di insegnante, gioie e dolori del lavoro di incisore, mostre, artisti, tecniche e trucchi per ottenere risultati migliori in stampa and much, much more).
Dopo una settimana di astinenza da Brera (causata dal mio temporaneo impegno come supplente allo Scientifico di Mantova), oggi ci sono tornata e ho reincontrato con grande piacere Chiara. Ho passato un pomeriggio gradevolissimo, chiacchierando con lei come accadeva durante il corso, per di più in compagnia di una sua laureanda di origine cilena, Lorena, che ci ha raccontato della sua infanzia dalle atmosfere grabrielgarciamarqueziane...
Ormai ho una pista per Brera e per i suoi laboratori di incisione! Una pista equiparabile a quella per la National Academy di New York, il cui printmaking studio è tornato parecchie volte nei miei sogni e nei miei ricordi.
Lo studio 4 a New York.
Tra Milano e New York gli stili operativi sono abbastanza differenti: a New York bisognava lavorare seguendo rituali precisi e tutto era organizzato nei minimi dettagli, dall'acidatura all'uso del cassone dell'acquatinta (ho ancora gli appunti con annotato l'elenco dei secondi che bisognava lasciar passare prima di infilare la lastra nel cassone e dei secondi che bisognava lasciar passare prima di toglierla); a Milano le regole sono molte di meno e anche quelle poche si tende a dimenticarle, sperimentando un po' tutto (anche a pucciare le dita nell'acido. A NY era vietatissimo!)
Tuttavia tra i due laboratori non saprei quale preferire: in entrambi i posti mi sono trovata molto bene, ho imparato moltissime cose e ho stretto amicizie significative... la soluzione ideale sarebbe avere il dono dell'ubiquità (o il teletrasporto) e passare tre giorni nell'uno e tre giorni nell'altro! :-)

SNOWSTORM!
Awaji and me
[info]elettranews
In questi giorni a New York (città che non dimentico mai e dove prima o poi tornerò :-) c'è stata una nevicata davvero oversize: 70 centimetri di neve in 24 ore e vento  gelidissimo a 90 Km all'ora. Sul sito del New York Times ho visto diverse foto molto suggestive, soprattutto perché mostrano la città praticamente deserta anche in zone di solito super-super-super affollate in ogni occasione ed evenienza, come la cialtronissima Times Square.
Times Square (New York) sotto la tempesta di neve
Tre anni fa, nel 2003, proprio in questa seconda settimana di Febbraio, GianLuca e io eravamo a New York per motivi di lavoro del Gianlu e incappammo in una bella tempesta di neve durata circa due giorni. A me sembrava di essere al Polo Nord per quanto freddo faceva e mi stupì moltissimo come, nonostante il calore emanato dalla metropoli, la neve attecchiva senza nessun problema, aiutata dal vento glaciale  che spazzava la città.
Elettra a New York - Febbraio 2003
Altra cosa stupefacente (per me italiana) era la completa efficienza che la città manteneva anche durante la nevicata. Solo due settimane fa, a Milano, per circa una trentina di centimetri di neve caduti in due giorni, i marciapiedi erano impraticabili, le strade ingombrate dalla neve, gli autobus in ritardo e gli aeroporti chiusi...
Altre foto relative a questa super nevicata si possono trovare sul photo-pool di Flickr THE BLIZZARD OF 2006