ELETTRA NEWS

Novità dalla landa delle Cocche Belle e di Elettra


SBARACCAMENTUM!
elettra bubblehat
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Come da titolo, oggi ho iniziato il trasbordo dei miei capi d'opera dall'aula 33 a casa mia. Ho rimosso le teste di lattice dagli attacchi al soffitto, ho imballato la testa di creta e le ho portate a casa by trolley piccolo.
Removal
Le due metà di gesso le porterò a casa prossimamente, una per volta, perché pesano un sacco e sono fragili. Fare la scultrice comporta non solo avere idee e saperle realizzare, ma anche avere i muscoli per trasbordare i manufatti finali!
Removal
E per fortuna che sono tutti lavori piccoli: per il momento non penso ancora in dimensioni monumentali, ma quando succederà, dovrò rinunciare al trolley e passare al camion! ^^

FINISH!
elettra refulgens
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Questa è l'ultima settimana di lezioni a Brera: lunedì ho sostenuto il confronto con il Prof di Scultura a proposito dei lavori prodotti durante il suo corso e oggi vado a ritirarli dall'aula (dopo gli esami, si sbaracca ^^).
Qui sotto i due lavori che abbiamo discusso nel corso del pre-esame, che è andato bene ma che è stato tutt'altro che banale e facile: la discussione, durata parecchio, riguardava tematiche "leggere" come astrazione e figurazione, cosa sia una scultura, modi di procedere nella concretizzazione di un'idea, il duro ma costruttivo confronto con la realtà e la materia and so on.
Alla fine ero stremata, sono due giorni che vado a batterie basse, anche perché martedì ho pure avuto la prova scritta di inglese.
Comunque, ecco i due lavori oggetto di discussione del pre-esame:

the first one, Silente e Amorevole (gesso)
Silente e amorevole

the second one, Alchemy (lattice)
Alchemy

e una foto di gruppo che raccoglie i lavori vari che hanno portato ai due lavori finali.
Setting

Bene, per questo corso è tutto, anche se non credo che lascerò perdere un'esperienza così forte. Vedremo, per adesso mi riposo e cerco di trovare un posto in casa per le mie teste di gesso e creta!

CLASSROOM 33
erettorasan
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Domani è il giorno del pre-esame di scultura. Pre-esame = il prof valuta, insieme agli assistenti, il lavoro svolto nei tre mesi e mezzo di corso. Poi decide il voto, che verrà trascritto sul libretto a fine giugno, nel giorno dell'esame vero e proprio.
A causa di questo evento, venerdì ho dovuto terminare i lavori e organizzare una specie di allestimento sul soppalco dell'aula 33 di Brera, area destinata al pre-esame. Domani sarò la prima in lista, così è toccato a me ramazzare, spostare tavoli, sedie e cavalletti e fare un po' di ordine nel casino che io (e alcuni altri) abbiamo combinato lavorando lì.
Classroom 33
Tra ieri e oggi ho preparato anche un disegno, diversissimo da quelli che faccio di solito, una specie di appendice cartacea al lavoro delle quattro teste appese, che si chiama "Alchemy".
Con la tesina sto in alto mare, domani porterò un abbozzo, poi la svilupperò entro il giorno dell'esame. Ma scrivere la tesina per me è meno attraente e più faticoso che lavorare sui materiali o sui disegni: si tratta di sistematizzare e organizzare i pensieri che hanno guidato i lavori e non è semplice chiudere in qualche frase la vaghezza, l'andirivieni delle idee o la loro forza. Tant'è, farò anche questo, nell'attesa di trovarmi qualche curatore o curatrice che scriva al posto mio! ^^

PLASTER HEAD
erettorasan
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In questi ultimi tempi i miei post sul blog si sono diradati a causa del corso di scultura: dopo aver passato la giornata a lavorare con spatole e scalpelli a temperature da sauna, la sera sono così stanca che non riesco a fare altro che andare a dormire.
Sto modellando la testa di gesso sulla struttura del calco preso, un mese e passa fa, dalla testa di creta. A forza di farmi autoritratti, sto arrivando alla soglia dell'insofferenza e questa nuova testa di gesso - che modifico e cambio continuamente, dato che i connotati appaiono e spariscono, ondeggiano, sono mutevoli e infidi come sabbie mobili - beh, ogni tanto la prendo a scappellotti. :)
Working on my plaster head
Modellare con il gesso è abbastanza più difficile che modellare con la creta: il gesso, ahimè, asciuga subito e quando è asciutto, si può modificare solo con lo scalpello. Volendo, si può bagnare e lavorare con la spatola, ma in questo caso sorgono problemi di crepe, sbriciolamenti, piccoli buchi e fragilità che si svelano e che possono compromettere il lavoro di varie ore. Venerdì scorso, ad esempio, sono riuscita a staccare con un solo colpo la metà sinistra della faccia. Probabilmente, era una parte che avrei dovuto - ma che non avevo molta voglia di - rifare: così, inconsciamente, ho beccato con lo scalpello proprio una stratificazione di gesso, che si è staccata di netto portandosi dietro una settimana di lavoro di modellazione. Tant'è: in mezza giornata ho rifatto tutto il lato sinistro della faccia (la mia bestia nera! ^^) e il risultato è stato migliore rispetto alla precedente versione crollata.
Dài e dài, ormai sono a buon punto: l'impostazione volumetrica è abbastanza risolta (sempre che non mi parta qualche nuovo colpo casuale di scalpello) e oggi sono entrata trionfalmente nella fase della scartavetratura, che mi prenderà la giornata di domani e che sarà seguita dalla fase della patinatura finale. Anche se, stasera, osservando le foto della testa, avrei già deciso di cambiare alcune cosette domani mattina, con conseguente slittamento delle altre attività previste. Entro il 15 di giugno, in ogni caso, dovrò chiudere: in quei giorni il Prof. farà un pre-esame e dovremo presentargli i lavori già finiti, in vista dell'esame della settimana successiva. Se non ci fossero queste scadenze, potrei andare avanti all'infinito, togliendo e mettendo gesso!
Nei prossimi giorni, dovrò anche pensare a come mettere in relazione tra loro le varie teste che ho prodotto in questi tre mesi di lavoro: devo trovare una connessione tra i diversi materiali, quelli morbidi che non si reggono da soli (lattice) e quelli fin troppo duri, rigidi e fragili (gesso), con l'intermezzo di quelli friabili ma resistenti (creta).
Che Fidia mi assista nella modellazione e Demostene nell'elocuzione! ^^

WORK IN PROGRESS 3
erettorasan
[info]elettranews
Oggi è stato il solito lunedì lungo e laborioso. Invece di disegnare la modella, mi sono dedicata a lavorare a una testa in gesso.
Manca un mese all'esame di scultura e non ho ancora deciso come sarà il pezzo finale. Ho finito il lavoro dei calchi di lattice: ne ho ottenuti quattro, di cui uno (il primo) non colorato e gli altri tre, invece, a colori.
Per ottenere il colore, ho mischiato inchiostri giapponesi (per il nero e per il rosso) al lattice: con il rosso mi è andata bene, con il nero ho avuto delle reazioni non controllate tra lattice e inchiostro, cosicché il colore finale non è risultato uniforme. Poco male: le tre teste rappresentano la trasformazione alchemica e la nera, la "Nigredo", costituisce il primo stadio, ovvero la morte. L'inchiostro nero mescolato casualmente con il lattice ha generato in certe aree un colore giallo-teschio adattissimo al soggetto che la testa deve simboleggiare!
Latex heads
Alchemy (Nigredo, Albedo, Rubedo)

La tresta di gesso che ho modellato oggi a suon di scalpello e martello (infatti ho le braccia che mi dolorano) la sto costruendo all'esterno delle due valve del calco preso il mese scorso dalla prima testa di creta. Potevo fare una bella colata di gesso interna e ottenere un positivo tranquillo tranquillo, e invece no! Alberto, il tecnico del laboratorio di scultura (ma soprattutto scultore), mi ha istigata a riflettere tra "dentro" e "fuori", tra cavo e pieno, così ho deciso di modellare la testa in gesso a mano e all'esterno e non per colata e all'interno del calco.
Questo comporta che io prepari il gesso liquido in piccole quantità e, prima che esso solidifichi, lo distribuisca sulla struttura con il lavoro combinato di due spatole, cercando di modellare a occhio i tratti del mio viso.
Gypsum
Una volta solidificato il gesso, posso procedere a ulteriori modellamenti attraverso lo scalpello e, se mi accorgo che la forma ottenuta non va bene, posso preparare altro gesso e procedere a nuove addizioni e sottrazioni.
Bello, ma una vera faticaccia!
Per il momento l'aspetto del lavoro sa ancora un po' di sarcofago egizio (d'altra parte ci armeggio solo da due giorni); confido in prossimi miglioramenti del modellato. Che Fidia mi assista benevolo!

HAPPY EASTER!
elettra bubblehat
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Sto per partire per Mantova, passerò la pasqua con la famiglia, alla faccia del proverbio "natale con i tuoi, pasqua con chi vuoi"!
Sarà una pasqua dedicata a spupazzare gattacce, a ronfare e a tentare di mettere in posa i miei genitori per fargli il ritratto.
L'altro ieri la nostra amica Koko san ha spedito a GianLuca una foto della fioritura dei ciliegi a Tokyo, che sta avvenendo in questi giorni. Ovviamente lei è andata a fare l'hanami, ovvero a sedersi sotto gli alberi insieme a altre migliaia di persone, per rimirare la bellezza splendida, fallace e caduca della fioritura dei ciliegi, e ha documentato l'evento con le foto del cellulare. Che bello! Prima o poi riuscirò a andare in Giappone in primavera!
HANAMI IN TOKYO
Francesca goes to Tokyo ^^

Giusto che sono in vena di cazzeggio, ho ritoccato la foto di Koko san aggiungendo uno dei disegni delle Cocche Belle che sto facendo in questi giorni, per staccare dall'Accademia e rilassarmi, tornando sulle mie piccole e un po' trascurate personaggine. Doveva essere una cartolina di auguri di Buona Pasqua ma mi sa che si è trasformata in una specie di augurio a me stessa di riuscire a andare, prima o poi, a vedere l'hanami... ^^
Anyway: Buona pasqua! Happy easter! Omedetou Gozaimasu!

BALANCE
elettra gne gne
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Stasera sono tornata a casa stanca e confusa, la revisione dei lavori con il prof. di Scultura ha sempre conseguenze non immediatamente digeribili.
Vado sul balcone per innaffiare le mie piante e cosa vedo? Il super provocatorio gatto dei vicini che fa l'equilibrista sulla ringhiera del balcone! E si è anche girato a guardarmi con nonchalance, senza la minima esitazione o barcollamento.
Gatto equilibrista
Arrivato sotto l'antenna parabolica, ha spiccato un balzo direttamente dalla ringhiera e si è fiondato dentro la finestra di casa (che evidentemente era aperta). Lui sì che sa destreggiarsi con il vuoto e le vertigini, mica come me che oggi, tra concettoni tipo spiritualità, identità, spazialità and so on, ho buscato un significativo mal di testa! Come rimedio adotterò una soluzione cara ai gatti: vado a dormirci sopra! Good night!

FINAL STAGE?
elettra bubblehat
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Venerdì ho ancora modificato il mio autoritratto, aggiustando naso, sommità della testa, aggiungendo i capelli e aprendo gli occhi alla testa di creta. Adesso l'aspetto è più terreno e meno metafisico, tuttavia non ho ancora deciso quale delle due  versioni (occhi aperti o occhi chiusi) mi piace di più.
Final stage
Devo decidere entro lunedì, prima di farne il calco. La testa di creta, nel corso di questo passaggio, verrà distrutta a favore della nuova testa di gesso (pare che fare il calco procuri danni non prevedibili sul lavoro in creta). Un po' mi dispiace, anche se sono molto curiosa di vedere il risultato!  Che Fidia, Scopas, Prassitele, Lisippo e Mirone me la mandino buona!

GROWING AND CHANGING
erettorasan
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Sto ancora manipolando i lineamenti del mio autoritratto in creta. Il calco è rimandato a lunedì, dopo che avrò presentato questa "prova di materiali" al professore, per la valutazione del primo mese di corso.
Stare sul pezzo è il principale insegnamento ricevuto in questo periodo, ovvero, come al solito, insistere, lavorare, rilavorare, alla ricerca di una sorta di equilibrio soddisfacente in quello che si sta facendo.
Ormai, a forza di manipolazione, la creta ha assunto una consistenza strana, non liscia ché liscio non mi piace, sembra quasi disegnata, tratteggiata.
Selfportrait in clay
Selfportrait in clay

La somiglianza aumenta vieppiù. La sera disegno i dettagli del mio viso che ancora non ho chiari, aiutandomi con lo specchio e con le fotografie, se devo lavorare sui profili. Poi, il giorno successivo, passo alle modifiche sulla testa. Disegnare e modellare procedono di pari passo, e ho finalmente capito per bene - se ancora mi restavano dubbi - il valore conoscitivo che ha il Disegno. Senza previa esplorazione disegnatoria, modellare diventa complicato, si lavora come per sentito dire, mentre dopo aver disegnato il dettaglio che sfugge, in due minuti si riesce a rifarlo sulla creta.
Selfportrait in clay
La parte più rognosa da modellare è stata la bocca, seguita in difficoltà dall'incrocio della fronte con il naso. Ma, tutto sommato, temevo peggio. In fondo questo è il primo lavoro di scultura e, allo stesso tempo, l'ultimo di disegno dell'autoritratto: al posto della carta c'è la creta, al posto delle matite, dita, stecche e mirette, al posto del foglio, lo spazio.

WORK IN PROGRESS
elettra gne gne
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Risultato di quattro ore di lavoro con la creta, usando come base il testone di giornali che avevo preparato ieri. Non ho ancora finito, devo aggiustare un po' di dettagli, ma già la testa è riconoscibile per essere il mio autoritratto.
Modeling clay
Working with clay.

Domani procederò a aggiustare le parti scompensate e poi passerò a fare il calco con il gesso. Dentro al guscio che otterrò verrà colato altro gesso. Il risultato finale sarà questa testa che sto modellando, però in gesso pieno. Poi procederò a smussare e rimaneggiare con la lima.
My head in clay
My selfportrait in clay.

Non pensavo di riuscire a individuare subito la mia faccia, stamane non avevo neanche una foto da copiare o lo specchio, ma il lavoro sull'autoritratto dell'anno scorso mi ha insegnato parecchio sul mio viso e sulla volumetria della mia testa. Così oggi il lavoro generale di impostazione delle proporzioni e definizione dei tratti principali è passato senza intoppi. E' molto affascinante modellare il proprio viso: è come accarezzarsi la faccia con affetto.
Spero che domani mi restino forze sufficienti per fare il calco: sono a pezzi, ma non abbastanza per mollare. Che Prassitele me la mandi buona! ^^

MAKING OF
erettorasan
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Lavoro di oggi: costruire l'armatura di carta per uno studio di testa in gesso.
Sopra alla struttura di carta domani userò la creta. Una volta finito il lavoro in creta, ne otterrò un calco in gesso, un negativo, che poi userò per una colata di gesso, che diventerà la testa semifinita, in gesso pieno. Su quella lavorerò di lima alla ricerca dei volumi il più possibili vicini alla mia capoccia.
Head

Il lavoro di calchi e colate mi interessa molto, anche se non mi dispiace la testa di carta di giornale e scotch che ho ottenuto oggi. Usavo le strisce di giornale come fasci muscolari, e lo scotch come tendini e pelle... risultato un po' fetish ma abbastanza suggestivo!

SCULPTURE TRAINING #2
elettra refulgens
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Ieri sera sono uscita dall'Accademia mezz'ora prima che i bidelli ci scacciassero (il che accade verso le sette di sera). Dalle 10 alle 3 sono rimasta a disegnare la modella, poi alle 4 siamo passati al mistico giro di tavola delle correzioni, con la ciliegina finale del commento del professore. In realtà non saprei dire se mi stanca di più disegnare o concentrarmi per esprimere opinioni durante la correzione.
Fuori c'era un tramonto i cui colori, smorzati e allo stesso tempo vividi, rispecchiavano il mio stato fisico e psicologico: la stanchezza e il fulgore della sera.
Sunset on Milan
Sunset on via Dante, in the centre of Milan. At the end of the street there is the Castello Sforzesco.

Nonostante il basso livello di energia, mentre aspettavo il tram 16 a Cordusio, ho trovato la forza di scattare alcune foto del tramonto milanese, poche, perché anche la macchinetta digitale era al collasso e non ha durato accesa che per pochi secondi.
Poi sono tornata a casa e alle 9 ero già nel mondo dei sogni.
Sunset on Milan
Sunset on Cordusio square, in the centre of Milan.

In compenso la soddisfazione per i disegni realizzati è grande. Mi accorgo che l'energia che spendo passa tutta nei lavori, che sono tanto più forti quanto più riesco a concentrarmi, a svuotare il cervello e a osservare con passione. Ieri ho lavorato su quattro fogli 70x100 cm (la misura che ci ha imposto l'insegnante) e, non si sa per quale combinazione, la modella ha quasi sempre girato il viso verso la mia posizione. Considerato che il tema che svilupperò per la mia scultura è il ritratto-autoritratto, mi sono lanciata a pesce nella copia del suo viso.
Lei se ne è accorta (forse ha sentito l'intensità del mio interesse nel guardarle la faccia) e per un bel pezzo ha guardato quello che facevo... e io, quando il modello o la modella mi guardano, mi inibisco e non riesco più a disegnare! La modella, che è nuda, non si sente imbarazzata, io invece mi sento imbarazzatissima se mi accorgo che lei guarda il lavoro che sto facendo o mi guarda in faccia...
The model, Debora
Debora's portrait.

Tuttavia stabilire un link con la persona che si raffigura ha una certa importanza: di questa ragazza sappiamo solo il nome, lei è molto gentile ma non ci parla se non per dirci che sta per staccare dalla posa, per cui quando la ritraggo non posso attribuirle a priori nessun carattere (non conoscendola personalmente) e posso solo limitarmi a descriverla. Il lavoro che ne deriva, però, è tutto meno che impersonale: sta a me indagare i suoi lineamenti e tentare di capire se è triste, se si annoia (credo spesso...) oppure, quando si assopisce durante una posa, cogliere il suo abbandono e la sua fragilità.
Quando lei stacca dalla posa, non riesco più a toccare il disegno: non ho tempo e modo di farmi un'idea di lei, per cui, se lei non c'è e io ritocco il disegno, verrà una vera schifezza. Non la conosco, non ho idee precostituite su di lei, quando resta io la osservo come un insieme di ombre e di luci, se lei va via, io non ho più niente da osservare e non ho un ricordo sufficientemente radicato da ridisegnare. Ovviamente non ho foto, dato che non è ammesso fotografare durante le pose. E poi copiare le foto sarebbe noioso, rispetto alla forza del lavoro eseguito in sua presenza.
Sto cominciando a capire qualcosa del favoleggiato rapporto artista-modella: durante i giri di commento, i miei disegni raccolgono sempre l'osservazione che "sono femminili". Diciamo che i ragazzi che disegnano il corpo della modella tendono a interpretare secondo il loro punto di vista, che decisamente non è il mio. Enfatizzano certe parti, probabilmente sono distratti dalla presenza della modella, talvolta disegnano certi donnoni che sembrano delle dee madri primitive. Le aspiranti scultrici donne, almeno quelle che se la cavano a disegnare, ritraggono il corpo in modo più dolce e sensibile, meno enfatizzato e questi disegni colgono meglio la modella per come lei è.
Per fortuna, considerata la fatica, solo il lunedì è dedicato al disegno: da domani fino a venerdì c'è il laboratorio e io dovrò concentrarmi sulla mia sfera wabi sabi, che devo limare e lisciare per tentare di farla somigliare a una palla invece che a un coso!

SCULPTURE TRAINING
erettorasan
[info]elettranews
Finalmente trovo un po' di forza per concentrarmi e mettere insieme le parole per un post sul LiveJournal.
Negli ultimi giorni ho principalmente messo insieme - impastato e limato - polistirolo e gesso. Il corso di Scultura mi sta prendendo la mano e la mente, esattamente come l'anno scorso il corso di Disegno.
La terza dimensione rappresenta per me una sfida, un "challenge" come amava provocarmi Keiko san: la difficoltà, invece di smorzarmi l'ardore, lo rinfocola, nonostante la fatica. Le ore dei lunedì sono dedicate a copiare dal vivo la modella: sollecitata dall'insegnante, sono passata da disegni formato 35x50 cm a disegni 50x70 cm, cosa che mi ha comportato problemi nel rifocalizzare le proporzioni e nel valutare i tempi di esecuzione (la modella cambia posa ogni mezz'ora circa, per cui sul foglio grande ho meno tempo per curare i dettagli).
Gli altri giorni li dedico a imparare a usare i materiali. Sto lavorando su una forma "semplice", una sfera. Sono partita da una doppia piramide di polistirolo a base quadrata e ho ottenuto, a forza di lima, una sfera a gradoni. Poi l'ho ricoperta di gesso, di cui fin'ora ho steso tre strati. Ogni strato di gesso comporta che si faccia il gesso fresco, dato che questo materiale si rapprende (ma non si asciuga) fin troppo velocemente. Procedo avvicinandomi per approssimazione: pare che la sfera - tra le forme che si potevano scegliere per cominciare - sia la più complicata.
Diciamo che, essendo il mio primo lavoro, cercherò di rifarmi all'estetica giapponese Wabi Sabi, centrata sul concetto di bellezza "imperfetta, impermanente e incompleta". "Imperfetta" perché mi sa che una sfera a prova di compasso non mi verrà di certo, "impermanente", perché mi piacerebbe fracassarla a lavoro finito, "incompleta", perché in effetti, pensando di fracassarla, cosa mi importa di completarla? ^^
My wabi sabi sphere
My wabi-sabi sculpture ^^

E poi c'è il rimuginamento sul mitico "pezzo" finale. Cosa potrei scolpire? Come? Con quale materiale?
Dopo un paio di confabulazioni con l'insegnante (che è rompiscatole, ma capace di guidare piuttosto bene chi non sa tenere uno scalpello o una fresa in mano come me), sono addivenuta a un tema per me del tutto nuovo: l'autoritratto! ^^
Peccato che il prof. non si accontenti di una faccia abbozzata con la creta: eh no, ogni scelta deve avere il suo adeguato perché. E così dovrò rimettermi a disegnare la mia faccia allo specchio, stavolta non più alla ricerca dell'identità, ma alla ricerca dello spazio, della presenza della forma nel vuoto.
Pare che l'unica strada praticabile per questa ricerca sia il disegno, non solo di me stessa, ma della modella soprattutto. Il prof. insiste sul confronto con la realtà, con la carne - come dice lui - e non con l'idea. In altre parole, niente progetto, solo lavoro. Il prof. non vuol sentir parlare del pezzo finito per come potrebbe essere, non lo vuole racchiuso o incasellato in una logica pregressa, lo vuole generato dal sudore e dal lavoro disegnatorio.
Working with a model
Drawing the model... is tiring!

SGNAP!
Comunque la parte più rognosa del corso si presenta il lunedì pomeriggio, quando - dopo cinque ore di disegno con la modella - si passa alla correzione collettiva degli elaborati. In pratica, a turno, ciascuno appende i propri disegni ai cavalletti e gli altri dicono la loro opinione. Da ultimo il professore chiude il giro di tavola e sgancia i suoi missili nucleari sul malcapitato aspirante scultore.
Dico solo che ho osservato che chi stacca le opinioni più elaborate dal punto di vista concettuale, di solito snobisticamente sprezzanti verso il disegno del vero, considerato secondario rispetto all'espressione di un presunto "stile", regolarmente poi si rivela abbastanza cagnaccio nel disegnare la modella. Che l'eccesso di razionalità freni la vena osservativa? ^^

EUPHORIA
erettorasan
[info]elettranews
Anche la seconda settimana di Accademia, anzi del corso di scultura, è iniziata con l'acceleratore a tavoletta.
Lunedì una bella sessione di disegno con la modella, seguita dalla correzione con commento di tutti i partecipanti più professore dei lavori prodotti durante le cinque ore di posa. ARGH!
Faticosissimo!
Drawings
Drawings of the posing model.

Il professore adotta la tecnica di lasciarci scoprire da soli cosa cavolo sia il disegno da scultore. Così ciascuno ha fatto come sapeva/poteva e, alla fine della sessione di posa, il giro di commenti è stato il momento catartico della giornata! Anyway, sono riuscita a fare cinque disegni, di cui quattro decorosi.
Il prof., che è moooooooooooooooooooooooooooolto tignoso, li ha apprezzati (pur facendo notare che erano pieni di errori ^^) e questo mi ha abbastanza inorgoglita. Il prof. di scultura si sta rivelando un osso duro: provocatore, non si fa problemi a dirti a muso duro se un lavoro è brutto, pretende che il nostro lavoro segua una poetica, un'idea, e che quell'idea abbia un senso non solo per l'autore, ma anche per il resto del mondo. Insiste sul concetto di co-opera-re, ovvero dell'opera che non è fatta solo per esprimere se stessi ma anche per chi la guarda.
Insomma, il fatto di frequentare, lavorare, disegnare, non garantisce che si riuscirà a resistere al corso fino alla fine.
Uno stile di insegnamento "vecchia scuola" dell'Accademia, che tutto sommato non mi dispiace: è molto forte, richiede un impegno non solo ideativo e esecutivo ma anche morale, in qualche modo. Staremo a vedere.
Nel frattempo, che Fidia, Prassitele e, crepi l'avarizia, Scopas me la mandino buona!

PINK MILAN
erettorasan
[info]elettranews
La settimana appena conclusa è stata realmente di fuoco. L'accademia assorbe le mie energie fino alla radice, come studente e come insegnante. Ieri sera, sabato, ho concluso degnamente la trincea partecipando al welcome party della mia nuova vicina di casa, di origine siciliana, che ha invitato tutto il vicinato a partecipare alla festa di inaugurazione del suo nuovo appartamento. Casino, musica a palla, danze e cazzeggio, sostenuto da panini alla milza, arancini, torte al pistacchio and so on, tutto meravigliosamente originale siciliano. Ho ceduto alle due di notte, non ce la facevo più: sono riuscita a addormentrarmi anche se le musiche oltre al muro della camera da letto sono continuate ancora un po'. Stamane non riesco a sentire fame, per quante robe buone e proteiche ho magnato ieri sera! Grazie Lucrezia, e benvenuta! ^^
Anyway, questa settimana è stata caratterizzata dall'inizio del corso di Scultura.
Dire che sarà impegnativo è dire poco: il laboratorio dura tutta la settimana, con un giorno intero dedicato al disegno del modello dal vivo, uno dedicato a escursioni e lezioni teoriche e di ricerca di contenuto, gli altri giorni dedicati a imparare a usare gli strumenti (saldatrice, fresa, martelli assortiti, seghetti manuali e elettrici) e i materiali (gesso, creta, ferro, legno).
Bellissimo, il mio lato demiurgico è invalvolato a tremila, l'idea di avere le mani calate nella materia mi riempie di tensione creativa. Non ho ancora per niente deciso cosa farò, probabilmente continuerò il lavoro sull'autoritratto, ma non sono sicura. La possibilità di usare la saldatrice e lavorare con il metallo mi apre prospettive inedite, per cui non mi precludo niente.
Martedì scorso, giorno dedicato alla parte teorica, il prof di Scultura ci ha portati in escursione alla basilica di Sant'Ambrogio. Non c'ero mai stata, pur avendo studiato questa basilica come esempio di stile Romanico sui libri, quando facevo Lettere.
Bellissima, molto suggestiva. Frequentando l'accademia sto scoprendo Milano, e sto scoprendo che non è poi così grigia come l'avevo sempre percepita, forse con gli occhi velati dal pregiudizio (e dallo smog).
S. Ambrogio
Basilica of St. Ambrose in Milan

In questi giorni ha piovuto parecchio, per cui l'aria è meno inquinata e bigia, chi lo sa. Fatto sta che martedì mattina Milano mi sembrava rosa. Colpa dei mattoni di terracotta, colpa dell'aria pulita, colpa dell'energia che frequentare l'accademia mi procura?
Milan in the morning
Street of Milan

Da Sant'Ambrogio ci siamo poi spostati nella galleria Accademia Contemporanea, in via San Calogero, per vedere la mostra di alcuni lavori di Alberto Gianfreda, il tecnico di laboratorio del corso di Scultura, colui dal quale imparerò a saldare, martellare, inchiodare e così via.
Anche le sue sculture, fatte di ferro e terracotta, erano rosa. Alberto lavora sulle forze e sulle loro dinamiche, e queste sculture studiano il rapporto tra creta e ferro quando vengono esposti insieme a temperature altissime, 1200 gradi ad esempio.
Sculptures by Alberto Gianfreda
Sculptures by Alberto Gianfreda

La scultura coinvolge parametri che io finora non avevo mai considerato: spazio, terza dimensione, consistenza della materia, sua reazione a freddo, calore, trazione e sollecitazioni di vario tipo. Il tema del vuoto e del pieno che avevo iniziato a studiare lo scorso anno tornerà, il corso di Disegno - dove avevo imparato l'importanza di studiare i piani - acquisterà nuovo valore. Mi rimbocco le maniche e preparo i guanti da lavoro, i tappi antirumore e la mascherina: che Fidia me la mandi buona!

EXAMS
erettorasan
[info]elettranews
Giorni laboriosissimi, questi ultimi, a causa della sessione straordinaria di esami a Brera.
Quest'anno partecipo al sabba in due vesti: come studentessa e come assistente-tutor del corso di Disegno.
Stamane, in qualità di tutor, ho supportato Lucia negli esami di Disegno e di Disegno per la Terapeutica Artistica...
Drawing exam in Brera
Prof. Lucia Parma during the Drawing exam.

... mentre giovedì scorso ho superato l'esame di Illustrazione Scientifica presentando, come progetti personali, il cactus rinsecchito che quest'inverno le gelate mi hanno impietosamente brasato (imbastendo un'ipotetica illustrazione destinata a "Gardenia" per un articolo sui "Disastri del gelo" ^^) e una serie di disegni sui vari stadi di sviluppo degli afidi (ipoteticamente destinati a illustrare la voce "Afidi" su un dizionario illustrato).
Crassula monstruosa
My poor Crassula Monstruosa will survive only in my drawing... ;_;

Stasera, dopo la sessione come tutor, sono distrutta e non saprei dire se è più impegnativo esaminare o essere esaminati. Tuttavia fare esami all'Accademia non è certo snervante come fare gli esami di maturità: i lavori presentati all'esame di Disegno sono spesso bellissimi, talvolta mozzafiato e mi sento onorata di poterne osservare tanti, diversi, poetici, arrabbiati, spaventati, virtuosistici, raffinati... i disegni, specie gli autoritratti, raccontano SEMPRE la mente e il cuore di chi li fa, anche se talvolta sono rudimentali o involuti. La simmetria degli occhi, il modo in cui vengono o non vengono individuati i piani del viso, eventuali sproporzioni tra i vari settori della faccia disegnata, bocche non in prospettiva, solo accennate, tirate via, occhi senza pupille o coperti da occhiali, da cappelli, dai capelli, raccontano moltissimo del mondo interiore e della percezione di sé che ha l'autore.
L'arte - e in particolare il disegno, e ancor più l'autoritratto - è davvero un potentissimo mezzo per scandagliare l'animo umano!

LAVORI IN CORSO
erettorasan
[info]elettranews
Ho cominciato a smazzare il lavoro per l'esame di Illustrazione Scientifica. Niente paesaggi, non molta poesia: sto copiando un cespo di coste e un paio di cactus prelevati dal mio balcone e duramente provati dall'inverno (mezzi rinsecchiti).
Lavori in corso
Il soggetto del cactus rinsecchito si presta a essere una mezza via tra il disegno scientifico e una Vanitas, i soggetti che tradizionalmente ricordano che il tempo scorre via veloce e la morte incombe, magari accompagnati da una didascalia in latino con frasi deprimentissime come: "Fui, non sum; es, non eris" oppure, tutto in maiuscolo, "INEVITABILE FATUM" .
Sono anche io in uno stato d'animo a mezza via tra la tignosità e il divertimento, chissà come potrebbe venire il disegno del cactus ammuffito con frasi del genere scritte su un cartiglio attorcigliato attorno al vaso...
Oggi pomeriggio andrò in giro all'Esselunga, alla ricerca di altri soggetti meno drammatici.
Mi servirebbe una zucca tagliata da copiare dal vivo, anche se mi sa che ormai non ne trovo più. Peccato: copiare dalle foto è parecchio più noioso che copiare gli oggetti veri davanti al proprio naso. Ma forse la zucca non mi serve: il cactus-Vanitas credo avrà la meglio!

EREMITAGGIO
elettra gne gne
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Sabato scorso è finito il primo semestre di lezioni all'Accademia, un semestre che ho sfruttato poco, dato che fino a dicembre sono stata uccel di bosco in Giappone. ^^ Ma il secondo sarà senz'altro impegnativo: una serie di nuovi corsi, tra cui Scultura  e Tecniche Pittoriche, l'impegno come tutor al corso di Disegno della Prof.ssa Parma tre volte alla settimana, il corso di Inglese che comincia il 17 febbraio, due volte la settimana. Sarà per me l'ultima parte del corso di Inglese organizzato dal Comune di Milano in varie sedi sparse in città, strutturato in livelli-quadrimestre, che ho iniziato a frequentare a inizio del 2007 e a cui devo la limitata ma pur sempre efficace capacità di parlare e comprendere già sfruttata in varie occasioni, a Londra e a Awaji.
Accademia di Brera, Drawing Class
Photo by Rockna

In questi giorni di "libertà" in realtà gli impegni non mancano: sto preparando l'esame di Illustrazione Scientifica e ho da rifinire i disegni iniziati al corso la primavera scorsa, nonché da realizzarne due nuovi appositamente per l'esame.
Per cui sono al lavoro su zucche mantovane, stampe botaniche settecentesche che mi servono come fonte di ispirazione stilistica, afidi e scarrafoni!
Faccio un po' fatica a riprendere a disegnare con la precisione del disegno scientifico, ma d'altra parte faccio sempre fatica a ingranare i periodi di produzione, così come fatico a chiuderli e a staccarmene. Prima o poi me ne farò una ragione e imparerò a produrre senza brontolare e perdere tempo girando a vuoto per la casa, alla ricerca di qualsiasi pretesto per non disegnare. In effetti mi ci vorrebbe una residenza artistica di Illustrazione Scientifica: niente TV o internet, niente Esselunga nei paraggi, tutti attorno a me che parlano un'altra lingua, falchi svolazzanti in cielo e tramonti mozzafiato... ma solo per 15 giorni!

RIMBAMBINITA
elettra refulgens
[info]elettranews
Questa estate ho conosciuto una bambina di undici anni di nome Anna (figlia della mia prof di Disegno), che ha partecipato al corso di Disegno analogico, talvolta disegnando, talvolta posando come modella, talvolta girando in bicicletta o giocando a pallacanestro.
La compagnia di questa bambina per me è stata taumaturgica: la naturalezza e la spontaneità con cui lei riesce a realizzare le idee che le vengono in mente, che siano disegni, che sia canto, che sia voglia di ballare sentendo una musica alla radio, che sia una registrazione di immagini con il cellulare o con la macchina fotografica, mi hanno molto impressionata.
Quando mi vedeva intenta a scolpire, mi girava intorno in bicicletta, osservava senza intervenire e magari, se si sentiva, poi veniva anche lei a scolpire un pezzetto di pietra con le punte da incisione o a disegnare cavalli, i suoi animali preferiti. E' stato molto bello conoscerla e è sempre molto divertente reincontrarla quando vado a trovare Lucia.
Anna and me
L'incontro con lei ha procurato un passo di evoluzione nei disegni di bambine introverse e impaurite che producevo negli anni scorsi e, soprattutto, ha sciolto ulteriormente la mia mano, dopo i mesi passati sugli autoritratti: adesso, quando disegno, mi diverto. Mi passa l'ansia, non penso a nulla, sto bene e non penso in verità nemmeno più di tanto al soggetto, semplicemente libero sulla carta l'idea che mi viene in mente, subito, senza aspettare o rimandare.
I due disegni qui sotto, fatti in momenti differenti, esprimono visivamente questa evoluzione:
il primo è un disegno dell'anno corso, fatto dopo il rientro dal Giappone, uno schizzo per un'incisione che poi non ho fatto:

Paura
il secondo è uno dei disegni che sto facendo in queste ore, riempiendo un brogliaccio che languiva con le sue pagine bianche insieme a una pila di altri album di carte varie, che compro e che lascio sempre bianchi e inutilizzati:
Rinascita
D'altra parte, come diceva Picasso, "Ogni bambino è un artista. Il problema è poi come rimanere un artista quando si cresce", ma anche "Ci si mette molto tempo per diventare giovani" ^^


Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra...
elettra bubblehat
[info]elettranews
Il titolo del post dovrei ripeterlo 19 volte, tanti quanti sono gli autoritratti che sono riuscita a fare fino al 26 giugno, giorno dell'esame finale di Disegno.
Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra, Elettra...
Dopo Disegno sono seguiti gli esami di Tecniche dei Procedimenti a Stampa e Xilografia, dati ieri e l'altroieri. In mezzo a tutto c'è stata la tiratura di 60 copie di Gum Print/Xilografia per Londra e ancora mi manca l'esame di Grafica, che sarà il 10 luglio. Poi, finalmente, un po' di riposo (si fa per dire: sto già lavorando a una nuova storiella per Agenzia Incantesimi...).
Non faccio altro che disegnare, non ho mai lavorato in modo così intenso e continuativo, ma ancora non ne ho abbastanza. Certo, con il caldo un po' di stonatura la sento, ma mi riposerò in Giappone, quest'autunno, nel corso del nuovo viaggio di due mesi che si profila all'orizzonte! ^^