ELETTRA NEWS

Novità dalla landa delle Cocche Belle e di Elettra


LAUREA!
Awaji and me
[info]elettranews

Sabato 31 marzo mi sono laureata in Scultura! YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE! :)
LAUREA 2012
Gloria e onore nella tradizionale foto post laurea sotto il Napoleone bonazzo del Canova!

Dopo tre anni di gesso, chiodi, smartellamenti, fonderia, marmo, polveri assortite e creta, e dopo un precedente anno passato a Grafica, finalmente ho concluso il mio percorso di apprendimento in Accademia. Non nego che sia stata dura: fino a che sono rimasta a Grafica ero nel mio brodo, mentre passare a Scultura ha significato per me mettermi in gioco fino alla radice dei capelli, dato che di modellato e materiali vari non sapevo praticamente niente. Ma d'altra parte, bisogna perdere se stessi per poi ritrovarsi e crescere, come diceva il saggio.
Fare la tesi mi ha divertita molto: ho applicato un metodo di ricerca nuovo per me, ovvero rileggere alcuni artisti sotto il mio personale punto di vista (quindi ho dovuto sviluppare un punto di vista), cercando di individuare il nesso tra il mestiere di artista e la crescita personale che fare questo mestiere puo' comportare o meno. Un lavoro sull'Io, sull'autoritratto e l'autobiografismo che ho pensato dovesse essere una specie di saggio finale della mia poetica, dato che molto del tempo che ho trascorso in Accademia, l'ho passato autoritraendomi.

EST MODVS IN REBVS
L'opera finale che ho preparato per accompagnare la tesi scritta e' stato un lavoro di fotomontaggio: ho preferito lavorare sull'immagine piu' che sui materiali, perche' il fotomontaggio usato in forma di rebus mi ha permesso di esprimere alcune idee sui gorghi del tempo e sull'autoidentificazione di cui avevo parlato nella tesi. Il titolo di questo lavoro e' "EST MODVS IN REBVS" (citazione oraziana): l'ho sparato a caso quando me lo hanno chiesto per scriverlo sul verbale di laurea, ma alla fine calza bene con il lavoro.
Adesso sono qui che smaltisco i festeggiamenti e il precedente stress organizzativo, confusa e felice (sempre per restare nel citazionismo). Nuovi orizzonti si aprono, ma nel frattempo un sonnellino puo' anche starci!


TESI!
Awaji and me
[info]elettranews
Passo finale all'Accademia: sabato 31 marzo mi diplomero' in Scultura e questa e' la mia tesi, finita, stampata e rilegata!
Tesi
Ci ho lavorato attivamente dai primi di gennaio, ma in realta' l'idea era molto precedente, e anche le letture che l'hanno ispirata. Nel frattempo ho concluso gli ultimi tre esami e adesso sono pronta al distacco dalle spire dell'Accademia!

LETARGO INVERNALE
Awaji and me
[info]elettranews
In quest'ultimo periodo di quattro-cinque mesi, circa la seconda parte del 2011, sto sperimentando il significato di letargo: lo scorso anno, come in questi giorni, stavo scalpellando un cubo di marmo, l'anno prima stavo modellando ritratti in creta e l'anno prima ancora ero in Giappone a studiare la xilografia mokuhanga.
Si vede che ogni tanto bisogna fermarsi per ricaricare le pile e mettere ordine nel cumulo di esperienze, emozioni, ricordi e idee raccolte lungo il percorso.
Questioni artistiche
E' uno stato strano per me, che sono piu' portata all'azione e all'iniziativa, ma al momento non posso fare diversamente.
Ho quasi finito i corsi in accademia, sto lentamente preparando la tesi e me ne sto relegata in casa a scartabellare tra disegni, stampe, libri, insomma il mucchio di cose che ho fatto negli ultimi sei anni, circa da quando ho iniziato a tenere questo diario.
Sono anche piena di idee, ma mi manca la forza di perseguirle e realizzarle, sono idee che mi vengono ma poi non mi interessano fino in fondo.
Sottotraccia
Si vede che ogni tanto bisogna fermarsi e riposare, mettere a tacere il fervore febbrile e stare li' come i bradipi, non pensare a niente e avere fiducia che i pensieri che verranno dopo saranno piu' belli e piu' giusti per te. E magari ronfarci sopra senza avere alcun senso di colpa, esattamente come fanno gli orsi in letargo!

GIAPPONE FELIX
elettra-felice
[info]elettranews
Riemergo dal letargo per segnalare una mostra a cui prenderanno parte anche alcuni miei lavori. La mostra si terra' non proprio vicino casa, ma in un posto che un po' considero casa, ovvero Tokyo.
Et voila' il titolo: Season’s Greetings Print Gift Show & Sale at CfSHE ANNEX/MI-LAB Gallery in Tokyo, e poi, et voila' la cartolina: fronte...
Season’s Greetings Print Gift Show & Sale  At CfSHE ANNEX/MI-LAB Gallery in Tokyo
...e retro, con annessa mappa esplicativa necessaria per raggiungere qualsiasi posto a Tokyo (considerato il suo complicato metodo di indicazione dell'indirizzo):

Season’s Greetings Print Gift Show & Sale  At CfSHE ANNEX/MI-LAB Gallery in Tokyo
Noto dalla mappa che la galleria si trova vicino a un Famili Maato (i combini Famili Maato sono un posto di perdizione per me) e a un ristorante yakiniku, inoltre si trova nella supercentrale zona di Ginza... potessi andare a visitarla, sarebbe un meravigliosissimo regalo di Natale!!!
La mostra resta aperta per un mese, dal 26 novembre fino al 29 dicembre, dalle 12 alle 19; lo scopo della mostra e' esibire (e vendere, che non ci si sputa mai sopra!) stampe mokuhanga di medio-piccolo formato, realizzate da artisti che hanno partecipato alla residenza artistica a Awaji. Io ho inviato anche alcuni piccoli disegni dedicati a soggetti giapponesi, che avevo fatto dopo essere tornata dal Giappone nel 2006, in preda alla nostalgia piu' sfrenata. Sono contentissima di spedirli in mostra a Tokyo adesso, dopo cinque anni: e' come se una parte di me tornasse a casa e se qualcuno li comprera' sara' ancora piu' bello, non tanto per il guadagno, ma perche' un pezzo dei miei ricordi restera' nel posto che li ha generati!
Tutto questo mi rende felice, in un periodo di rimuginamenti e conteggi finali (sto preparandomi a finire in febbraio il percorso in Accademia).
Mi fa sorridere che riesco ad avere piu' occasioni di mostre, convegni, istruzione e possibili vendite con il Giappone che qui in Italia... del resto nemo propheta in patria, diceva il saggio gia' nella notte dei tempi!

UN TRASLOCO, UN MATRIMONIO E UN FUNERALE
elettra bubblehat
[info]elettranews
Settembre e' stato un susseguirsi di passaggi.
Il mese si e' aperto con il trasloco della nostra tana da un palazzo a un altro qui a Milano (distanza in linea d'aria tra l'uno e l'altro: 500 metri, giusto per non perdere del tutto le abitudini e la routine). Che dolore impacchettare, catalogare, organizzare, valutare, riordinare, specie per un soggetto caotico e abitudinario come me!
Previous House

Poi, il 24 settembre, il mio fratello piu' piccolo (siamo in tutto quattro fratelli, lui e' il quarto) si e' sposato. E' il primo di noi quattro che compie questo passo, quindi e' stata una scelta che ha scombussolato equilibri antichi (anche un po' datati).
Tra senso di appartenza al gruppo che si rinverdisce, nostalgia, euforia per il nuovo, la cerimonia e' stata una bella shakerata di emozioni.
Mantova - villa schiarino
Villa Schiarino Lena, nei pressi di Mantova, addobbata per il ricevimento delle nozze di mio fratello'.

Infine il 26 settembre e' morto Sergio Bonelli, proprietario della principale casa editrice di fumetti italiana, nonche' lui stesso autore di fumetti in veste di sceneggiatore. Sono andata al suo funerale perche', nonostante le mie collaborazioni con la casa editrice Bonelli siano state limitate, devo a lui i primi soldi che mi furono pagati per avere scritto e disegnato una storia a fumetti totalmente mia. Detta cosi' sembra solo una questione venale, ma nel lontano 1993, quando stavo cominciando la mia carriera di fumettista, ricevere un assegno (abbastanza cospicuo) firmato da Sergio Bonelli in cambio della pubblicazione di una storia che avevo scritto e disegnato come volevo io (era una storia delle Cocche Belle per Lupo Alberto - Almanacco delle mie brame) e' stato un incoraggiamento materiale enorme, un "pat pat" di grandissimo peso sulla mia spalla di giovane e inesperta autrice, che poteva essere facilmente turlupinata e fregata (come poi e' successo con altre case editrici e altre persone).
Cimitero monumentale di milano - funerali di sergio bonelli
Cimitero Monumentale di Milano: funerali di Sergio Bonelli

Spostarsi, sposarsi, morire: sono alcuni dei momenti che segnano un apparente prima e dopo nello scorrere del tempo e possono trasformarsi in subdole trappole di nostalgia. Sto cercando di non cascarci, ma non e' facilissimo, perche' detesto vivere nel passato, di memorie e di sospiri e, allo stesso tempo, sono attaccata come una cozza allo scoglio dei ricordi e di quel che gia' conosco.
Sento che questo pezzo di fine estate e di inizio autunno e' per me una specie di esame sul tema della fiducia, della certezza che chiudere e aprire, finire e iniziare, lasciare e prendere alla fine hanno lo stesso peso, sono la stessa cosa, basta non avere paura.

BENVENUTO AUTUNNO!
elettra-felice
[info]elettranews
Oggi prima pioggia autunnale, dopo quasi un mese di calura.
Prima pioggia d'autunno
E' stata un'estate lunga e faticosa, a fine agosto abbiamo traslocato in una nuova casa  e mi sto ancora adattando. Cambiamenti, routine saltata, abitudini spatolate via: in tutto il traffico di trovare una casa nuova e poi traslarci i "possedimenti" (libri, libri, libri, album e un casino di fogli, statue, schizzi e ancora libri) mi e' passata la voglia di aggiornare il blog.
Di solito mi dispiace lasciare alle spalle le giornate estive, lunghe e luminose, ma quest'anno no, anzi non vedo l'ora!
Benvenuto, Autunno! Idee chiare, a me!

LE MERAVIGLIE DI KYOTO
IMC2011
[info]elettranews
Martedi 7 giugno 2011: ovvero il giorno di inizio della conferenza, pero' nel pomeriggio. Ovvero mezza giornata libera per tentare di vedere quanto piu' possibile di Kyoto.
Nel frattempo Gian Luca partiva in Shinkansen alla volta di Tokyo per andare a trovare gli amici che avevamo conosciuto durante il periodo di residenza in Giappone del 2006.
Cosi', in solitaria, ho comprato un abbonamento ai mezzi per una giornata e ho cominciato a perlustrare il perlustrabile.
Scegliere dove andare non e' stato facilissimo: Kyoto e' ricca di monumenti, pagode, templi, santuari, palazzi, castelli, giardini, sparsi per tutta l'area urbana e, in alcuni casi, anche sulle colline circostanti.
Alla fine, dopo aver consultato la mia fidata guida sul Giappone, ho deciso di fare un giro circolare partendo da est e effettuando quattro tappe, il tutto utilizzando gli autobus, che toccano tutti i punti di interesse della citta' e permettono, contrariamente alla metro, di guardare il paesaggio mentre si viaggia.
Kyoto by bus
In autobus a Kyoto: il conducente guida a destra e il biglietto si paga a lui quando si scende.

Prima tappa: il tempio buddhista SanJuSangen-do.

Kyoto, Sanjusangendo
Si tratta di una costruzione di legno lunghissima (circa 120 metri), che contiene al proprio interno una miriade di statue della dea Kannon, piu' una statua colossale della dea stessa.
Sanjusangendo
Foto ufficiale presa dalla rete: all'interno del tempio e' proibito fotografare.

L'interno della costruzione e' affascinante e mistico, anche se c'era un certo affollamento, e non solo di statue. Il pullulare delle figure dorate dotate di molte braccia (e ciascun braccio salva 25 piani dell'esistenza...) e' ipnotico e la statua centrale della dea e' molto spirituale e commovente: in sua prossimita' (circa a meta' dell'edificio) l'aria era leggermente piu' fresca e l'atmosfera rarefatta, nonostante la folla di studenti e turisti (ma gli studenti giapponesi sono abbastanza disciplinati quando visitano i templi. Si scatenano poi fuori nel bookshop o nel giardino...)

Kyoto, Sanjusangendo
Ho scelto di visitare questo tempio al posto del ben piu' celebre Kiyomizudera perche' ne avevo appreso l'esistenza preparando la mia lettura per la conferenza: infatti tra immagini uki-e (cioe' stampe di prospettive) che accompagnavano il testo ce n'era una che raffigurava proprio questo tempio, che in effetti si presta perfettamente per essere rappresentato utilizzando la prospettiva centrale e il punto di fuga.

Kyoto, Sanjusangendo uki-e
Maruyama Okyo, Sanjusangendo, 1759

Tappe successive: Ginkakuji temple, il Padiglione d'argento...
Kyoto, Ginkakuji
Bellissimo e suggestivo, l'edificio e' circondato da un grande giardino-parco dove ci sono anche i cervi in liberta'.

... Kinkakuji temple, il padiglione d'oro...
Kyoto, Kinkakuji
Meraviglioso. Posto bellissimo, pieno di rimandi evocativi alle stampe xilografiche giapponese: alberi, acqua, carpe koi, iris, rondinelle svolazzanti... mancava solo una geisha, ma per trovarne una bisogna visitare altre parti della citta' di Kyoto, ad esempio il quartiere Gion o Pontocho.
Anche questo Tempio e' circondato da un magnifico parco e da una natura rigogliosa: se non avessi dovuto sbrigarmi per il poco tempo che avevo a disposizione, sarei rimasta qui almeno mezza giornata, giusto per contemplare la vista del padiglione dorato e i suoi riflessi nell'acqua.
yoto, Kinkakuji

Infine, ultima tappa, il tempio Ryoanji, noto per il suo bellissimo giardino di pietra:
yoto, Ryoanji temple
Anche questo tempio, oltre ad avere il giardino zen all'interno del complesso di edifici, e' circondato da un vasto parco, bellissimo, con tanto di laghetto e statue di Buddha disseminate tra gli alberi e la verzura. Un posto silenzioso e incantato.
yoto, Ryoanji temple, budda nel giardino

Ma ormai, arrivata qui dopo tre tappe, ero abbastanza provata dai kilometri di scarpinate e dalle emozioni delle visite, cosi' ho deciso di tornare all'albergo e poi andare all'opening party della Conferenza, a cui sono arrivata tra l'altro in ritardo perche' ho confuso gli orari... vabbe', tra jet lag e stanchezza sono cose che capitano!

IMC 2011

All'opening party ho reincontrato la mia compagna di residenza nel 2008 Asa Andersson, altre persone le ho conosciute ex novo, ho mangiato pochissimo perche' ero stanca della scarpinata, provata dal jet lag e con il raffreddore ancora in corso, salvo poi tornare in albergo e fiondarmi in un Lawson conbini (termine japlish per indicare il convenience store aperto 24/24h) per comprare bevande alla vitamina C e bomboloni farciti con la marmellata di fagioli azuki! Bazzicare i conbini e' un'altra delle cose che mi piace fare in Giappone: ho una lunga lista di questi rituali che mi scattano automatici quando ritorno laggiu' e che poi quando torno in Italia mi mancano tantissimo!

DEL MIO TERZO VIAGGIO IN GIAPPONE...
Awaji and me
[info]elettranews
... ovvero di una manciata di giorni passati dall'altra parte del mondo in modo talmente lento/veloce/emozionante che una volta tornata mi e' sembrato che fosse passato un mese!
Il viaggio e' durato dal 5 al 13 giugno ed era legato alla mia partecipazione all'International Mokuhanga Conference 2011 in veste di relatrice e in veste di artista: nel primo ruolo, ho avuto uno spazio di mezz'ora per fare una lettura sui metodi di rappresentazione tra Occidente e Oriente tra 1700 e 1800, nel secondo ruolo ho avuto alcune stampe xilografiche esposte in due mostre a Kyoto. Piu' tutta una serie di reincontri, posti rivisti e emozioni nascoste rinfocolate.
Ma andiamo per ordine.

FIRST DAY dom 5 e lun 6 giugno
Domenica 5 giugno io e Gian Luca siamo partiti da Milano alla volta di Osaka via Roma. Dopo una dozzina di ore di aereo, siamo arrivati a Osaka e da li' abbiamo preso il treno per Kyoto.
Ritornare in terra giapponese per noi e' sempre fonte di piacere e motivo di rispolveramento di ricordi del lungo periodo trascorso a Tokyo nel 2006: solo che quella volta abbiamo avuto sei mesi di tempo e ci siamo spostati pochissimo dalla metropoli (dove c'era tutto quel che ci poteva interessare), mentre questa volta abbiamo avuto un tempo molto piu' limitato ma abbiamo visto e fatto un sacco di cose.
A Kyoto siamo rimasti tre giorni, giusto il tempo per vistare velocemente alcuni posti bellissimi e per iniziare la prima parte della Conferenza.
Lunedi' 6 giugno, arrivati a Kyoto, prima di stramazzare per il jet lag, abbiamo tentato di fare un primo giro perlustrativo. Kyoto e' abbastanza diversa da Tokyo: secondo la mia personale opinione e' piu' bella (anche se Tokyo resta il primo amore :), quasi europea. Le strade sono larghe e alberate, non ci sono grattacieli ipertecnologici come a Tokyo, la rete della metropolitana e' molto piu' limitata e la citta' si gira meglio per autobus. Ci sono moltissimi siti di interesse storico-artistico, templi, parchi, giardini e castelli, molte universita', il traffico anche di persone a piedi e' molto meno caotico (specie se paragonato ai flussi umani di Shinjuku o Shibuya), in compenso pullulano i ciclisti che girano in bicicletta sui marciapiedi, esattamente come a Milano!
Kyoto
Kyoto

Abbiamo ritrovato anche qui tutte le cose che ci piacevano a Tokyo: il macha latte (un meraviglioso beverone caldo di te verde e latte), il Tully's Coffee, il Doutor Cafe', lo Hyaku Yen shop ("Tutto a cento yen", la catena di magazzini dove potrei pasturare per ore), le macchinette per farsi le foto scoppiatelle in posa e poi decorarle con le penne ottiche, le vending machines dove comperarsi i beveroni a 120 yen a tutte le ore, i negozi di prodotti di bellezza/bagno/casa dove anche qui potrei passarci le giornate e le nottate, le librerie enormi con il meraviglioso e arrapantissimo settore stationery pieno di penne, matite, biglietti, album da disegno ecc. ecc. ecc. ecc.ecc. ecc.ecc. ecc.
Kyoto
Kyoto

Insomma, ogni volta che rimetto piede sul suolo giapponese, provo la sensazione di sentirmi a casa, nonostante i kanji e il jet lag.
Kyoto
Kyoto

Girare per Kyoto cercando un posto specifico e' molto piu' facile che a Tokyo: qui le vie e i viali hanno un nome e la pianta della citta' e' molto regolare, con incroci perpendicolari di strade come a Manhattan, mentre a Tokyo gli indirizzi erano fatti solo di numeri e la pianta delle varie cittadelle che compongono la megalopoli era quasi sempre a spirale. Il nostro albergo era vicino al parco imperiale e da li' abbiamo tentato di andare a piedi al quartiere di Gion, tentativo non riuscito perche' lungo la strada ho trovato troppe distrazioni che mi hanno distolta dalla visita turistica.

Kyoto
Kyoto

Tra le varie attrazioni/distrazioni, anche entrare a mangiare in un ristorante di udon, una specie di spaghetti di riso che in questo ristorante venivano preparati sotto al tuo naso di cliente affamato e conditi, in brodo, caldi o freddi, secondo il tuo gusto.
Primo udon a Kyoto
Caree udon piu' tenpura di pesce... SLURP!

Io ho optato per il brodo al curry: considerato che il giorno che siamo partiti mi sono buscata un enorme raffreddore, e che l'aria condizionata dell'aereo lo ha implementato pesantemente, spararmi il brodo rovente e piccante mi sembrava la cura giusta per farmelo passare piu' velocemente!

a Kyoto con il raffreddore

Ovviamente ho dovuto attrezzarmi di mascherina regolamentare per raffreddore, dato che in Giappone soffiarsi il naso pubblicamente (o tossire) pare che non sia azione benvista. La mascherina non e' il massimo dell'estetica ma aiuta egregiamente il naso a respirare meglio, lo ripara dall'aria fredda, evita sgocciolamenti e crea il microclima giusto per alleviare il bruciore da eccesso di strofinamenti con il fazzoletto. Insomma, ne ho comprato un pacco da cinque e me lo sono portato in Italia: quest'autunno, se mi capitera' un nuovo raffreddore, non avro' inibizioni a usare la mascherina anche qui a Milano!

PLEASE WELCOME MY SWEET LITTLE GIRL!
Awaji and me
[info]elettranews
Eccola qui, finalmente! Finita, con le braccia montate e mobili e nello splendore oscuro della patina brunita!
Bambina di bronzo

L'ho finita oggi, dopo tre mesi e mezzo di giri in fonderia a Pioltello e dopo sette mesi circa di lavorazione e cova.

Lavorazione

Queste due foto testimoniano i passi finali del trattamento SPA che il lavoro ha subito oggi: io che lustro la bambinetta con una delicata spazzola di ferro e, qui sotto, il momento della patinatura, che e' avvenuta ricoprendo il bronzo con zolfo disciolto in acqua e fissato a fuoco.

Patinatura

Sono molto orgogliosa del risultato di questa avventura, e' stato faticoso ma anche divertente. La fonderia di Pioltello mi manchera', ma non e' detto che non ci ritorni, prima o poi!

ORANGE MILAN
elettra refulgens
[info]elettranews
GEEEEEEEEEE!!!! :)
MIlano, 30 maggio 2011
il 30 maggio 2011 e' stata una bellissima giornata, a Milano c'era un clima meraviglioso e pieno di speranza. Confido che sia solo il primo di una lunga serie di passi verso il cambiamento, non solo qui ma in tutta Italia! :)